Quando ho affrontato l’affido di Paoling sapevo che avrei avuto a che fare con adulti problematici, inadeguati. Avevo deciso di non giudicare, e ci sono riuscita sempre, senza difficoltà, perché tutto era chiaro. Da un lato la mamma a cui avevano tolto la bambina, dall’altro noi.

Quello che succede oggi é tutta un’altra storia, e tutto é molto più complicato e confuso, e ovviamente molto meno grave, e sono stupita e colpita di quante similitudini ho trovato avvicinandomi alla Bionda e al Terribile, figli di un dirigente d’azienda e di una professoressa di università. Genitori ben intenzionati, intelligenti, economicamente tranquilli, e presenti.

So che é un discorso difficile, proprio perché qui é difficile sospendere il giudizio, difficile non arrabbiarsi.

Non posso raccontare qui tutto questo ultimo anno, complicato e faticoso, il tentativo di conoscere questi bambini e di provare a vederli al di fuori del racconto familiare, del personaggio che ognuno di noi ha in casa e di cui fatica (io ho fatto fatica da figlia) a liberarsi. Non posso e non voglio andare nella parte di storia che non é mia, quella del mio compagno e di sua moglie, e non voglio davvero giudicare questa mamma, o almeno voglio provarci con tutte le mie forze.

Però voglio raccontarvi quello che mi ha colpito.

Per prima cosa i loro vestiti. Troppo piccoli, spesso bucati e scoloriti. Non adatti alla stagione. Costume da bagno a volte invece della biancheria perché non c’era più niente di pulito.

Bambini iperstimolati, da mille attività, libri e giochi, non capaci di fare niente da soli, di passare un pomeriggio tranquilli, nemmeno essendo in due, senza bisogno di adulti per intrattenerli.

Bambini che non si fidano degli adulti, a cui gli adulti non raccontano niente delle cose che succedono, che normalmente hanno mille segreti, che si presentano sempre agli adulti secondo la stessa maschera.

Mi ha fatto molto male questa cosa. Ho provato a trovare il mio posto e la mia strada nella loro vita, insieme a Paoling, accanto al loro papà.

Con Paoling é andato tutto in maniera strana, ma avevo fatto un affido sapendo di cosa si trattava e non ho problemi a stare al posto mio, non ho problemi con il prendermi cura di bambini che non sono i miei figli. E’ stata dura, e Paoling si é inserita in questo equilibrio con fatica, la sua ennesima sfida, ma credo ne avesse bisogno.

Passato un anno, posso dire che la fatica é tantissima, ma le cose sono, almeno un po’ cambiate.