Ci penso spesso ai giorni in cui scrivevo assiduamente questo blog. Avevo bisogno di mettere giù in parole le cose che accadevano, era tutto troppo denso, troppo complicato per tenerlo dentro.

Oggi mi manca, e mi piacerebbe raccontarvi qualcosa della vita di Paoling di oggi.

La mia Paoling adesso ha 12 anni e mezzo, vive in Francia con me. Il nostro Principe è sempre nella nostra vita, anche se in modo diverso, è il papà di Paoling ma vive in Italia e lo vediamo sempre, andiamo da lui, viene da noi, un gran viavai di aerei e treni e whatsapp e la nostra famiglia funziona cosí.

Paoling adesso ha una carta d’identità con sopra i nomi dei suoi genitori, che siamo noi, e da quando l’abbiamo adottata non teme più i controlli in aeroporto, e tutte le spiegazioni bizzarre che abbiamo sempre dovuto dare per andare in giro.

Paoling ha anche un passaporto, e come promesso tanti anni fa, tra pochi giorni la porterò a New York per festeggiare.

Paoling parla francese con un accento perfetto, gioca a pallavolo, è snella, vanitosa e bellissima, e i suoi occhi sono sempre gli stessi, luminosi e scuri. Va a scuola in monopattino, come si usa qui, e quando torna sorride. Ha dei voti stellari, fa a volte casino con i quaderni e sbotta come qualsiasi adolescente, e poi si pente.

Paoling vede ancora qualche volta sua sorella, che sembra stare meglio. Il suo amico Bombolo è sempre suo amico, si vedono sempre anche se abitano a 1000 km di distanza e si amano come fratelli, come sempre.

Paoling ha anche altri pezzi di famiglia nuova: il mio compagno francese, ed i suoi figli. Lei sa bene che la famiglia non è sui pezzi di carta, ma è la storia che abbiamo insieme, le cose che ci succedono, la fatica che facciamo con gli altri per le cose di tutti i giorni. Paoling difende quello che è suo, divide la camera e il tempo e le attenzioni, perchè sa che ci sono cose nostre che nessuno ci può togliere.

Come la sua mamma. Questa cosa che è nata tra di noi, iniziata tra i miei sensi di colpa per l’affetto mancato e la sua diffidenza, è diventata il centro delle nostre sicurezze. Mezze matte, abbiamo abbracciato tutti i cambiamenti, di vita, di Paese, di affetti, sapendo che questo almeno non sarebbe cambiato mai.

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