A pensarci sembra ancora così strano, tutti questi anni e poi un sabato mattina, nel Tribunale deserto delle vacanze di Pasqua, ti siedi davanti alla scrivania di un giudice che ti chiede se confermi la richiesta di adozione, fa a Paoling (che si è presentata munita di librettino con le foto del suo arrivo ormai quasi 6 anni fa) un paio di domande, e poi ti ritrovi ad aspettare per posta il decreto di adozione.

Eh si, il decreto di adozione. Per posta. Quando? Non si sa, due mesi, sei mesi, dipende dai tempi del PM, e dalle urgenze che possono passare davanti.

E così un giorno, in Italia, a casa del Principe, arriverà un postino, o forse una cicogna, portando un foglio che cambierà per sempre il cognome di Paoling. Basta con i documenti raffazzonati, con le autorizzazioni per fare i viaggi, con i libri di scuola a pagamento e il dottore della mutua che non c’è.

E’ strano, cambia tutto e non cambia niente. A questa pollastra abbiamo dato una famiglia già 6 anni fa, lo vedo nella foto del 6 agosto 2010, quando il principe spegneva la candelina dei suoi 30 anni e noi due lo aiutavamo tutte concentrate.

Sono cambiate tante, tantissime cose, in questa nostra famiglia strana che vive un pezzo qui e un pezzo la, con i servizi sociali che fanno i salti mortali per farla adottare a tutti e due nonostante i cambi di vita, però in fondo il succo è quello li, di quell’agosto caldissimo e strano in cui a casa nostra è arrivata questa piccola aliena dalle gambette corte, che ci faceva impazzire e che ci spaventava a morte con le sue sfide, il dolore, che ci faceva sorridere con la sua dolcezza, e che oggi è diventata alta, grande, fortissima, che parla francese e che “risplende nella classe”, come ho letto martedì nella sua pagella di fine secondo trimestre (come sempre in lacrime, io non ne ho saltata una di pagella in lacrime!).

E’ la nostra bambina ormai, è figlia di quel babbo un po’ taciturno e spaventato, con gli occhi azzurri da Principe e l’insicurezza del futuro, che la porta in moto a fare un giro a lago, che l’abbraccia forte dopo ogni separazione, e che l’ammira per tutto quello che lei sa fare e affrontare. E’ figlia mia, con tutti i nostri litigi e discussioni che durano da anni, le lacrime, quegli occhi neri diventati felici che sono il mio regalo più bello, per me e per il mondo. Perchè Paoling felice farà grandi cose, cose importanti come fidarsi, sognare, e volere davvero bene a qualcuno.

 

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