Mesdames et messieurs, eccoci arrivati al primo giorno di scuola media di Paoling. O meglio, all’entrata in Sixième, la prima classe del college francese, che durerà 4 anni in tutto.

Qui da noi hanno deciso di anticipare per gli allievi di Sixième il rientro a scuola di una settimana, in modo da farli conoscere, far loro scoprire la scuola e la città (nel pomeriggio faranno sport, andranno a musei e gite).

La nostra Paoling, tutta emozionata, è prontissima. Stasera ha preparato cartella, vestiti, parlava a macchinetta, ha messo almeno 3 sveglie, e si è messa a letto prestissimo.

E io sono qua, a pensare a questi ultimi mesi di trasferimento, passati velocissimi tra malinconie, lavori faticosissimi nella nuova casa (e lei ha partecipato alla grandissima), momenti di preadolescenza feroce, assestamenti, grandi slanci, scoperta di cibi nuovi (vi ricordate vero che Paoling la secca è golosa pazza di dolci?), cinema in francese, nuove conoscenze, corso di pattini a rotelle, visite di amici, viaggio per celebrare compleanno del Principe e 5 anni di Paoling con noi, ancora gelosie e scenate, grandi riconciliazioni, tanti sorrisi e gli occhi di questa piccola grande fanciulla che anche quando ha paura è sempre capace di affrontare la vita.

Ci sono stati in questi mesi momenti esaltanti e divertenti (vederla affrontare l’esame a scuola per vedere il suo livello di francese e matematica, tutta seria e concentrata, piccola e grandissima allo stesso tempo,  o andare dal suo amico Andrè che fa crepes ineguagliabili in un vecchio locale del centro e che alla seconda volta che la vedeva mangiare di fila due crepes al miele ha deciso che lei era la sua “pulce” e ora ci chiede notizie di tutto ogni volta) ma anche grandi paure.

Per alcune cose mi è sembrato di tornare indietro ai primi mesi, proprio quelli descritti qui, quando dovevo pazientemente tessere tutti i ponti su cui far camminare questa fanciulla testarda e impaurita, e ogni tanto ho avuto paura di averle questa volta chiesto troppo. E questo succede perché anche io sono stanca e un po’ spaventata, anche io ho cambiato la mia vita tutto d’un botto, decidendo di non fare più il dirigente di multinazionale ma prendendomi una pausa per capire cosa voglio, pausa che per ora ho usato dipingendo muri e recuperando vecchi pavimenti, senza tregua e senza vacanze. E così ogni tanto mi sono sentita sopraffatta, ho pensato che non era giusto scombinare ancora una volta la vita di questa mia piccola, che già ha fatto tanti cambiamenti.

Però i momenti di stanchezza passano, e quando passano mi ricordo chi è lei, mi ricordo cosa ho imparato a conoscere di questo piccolo portento, così insicura e fragile e fortissima e allegra, con una capacità di mangiare la vita a morsi che viene da un fuoco che ha dentro di se. A Paoling va data strada da macinare, vanno date nuvole sopra cui volare, opportunità, altri luoghi, persone, perché lei è fatta così, ha paura ma va avanti, impara, cresce.

E’ così che ho imparato come farla volare. Ed è stato strano, sapete, perché io, secchiona da sempre, avevo sempre pensato a dei figli da tirare su tra libri, documentari e musei. E con lei funziona tutto al contrario, va stimolata ma in modi diversi,  alla fine si arriva ai libri, documentari e ai musei, perché lei ha sete di tutto, ma in un modo così diverso da come immaginavo.

E quindi viva Paoling che domani va a scuola in francese. E che come sempre saprà incantare chi incontrerà con i suoi occhi dolci e la sua grandissima fame di vita.

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