I mesi di silenzio, come dicevo, non sono  stati a caso.

Io e Paoling viviamo lontano dal Principe adesso, e anche se con lui le cose, per entrambe, vanno molto bene, è venuto il momento di prendere delle decisioni. Decisioni sulle quali sia  io che lui ci siamo congelati in attesa di conoscere il futuro di Paoling, e di sapere di cosa avrà bisogno.

Nei mesi di silenzio io e il Principe abbiamo parlato, sofferto. E abbiamo anche deciso di dire ai servizi sociali ancora una volta la verità, perché è questo che abbiamo provato ad insegnare, dall’inizio a Paoling.

Certo che è dura immaginare di dire ad una piccola a cui avevi pensato di dare una stabilità e una famiglia “normale” che tu e il suo papà vi volete bene in un altro modo ora, e che non tornerete a vivere tutti insieme. Visto che ci sono stati i mesi di silenzio non ho bisogno di descrivere la pena e i dubbi e i sensi di colpa, e anche l’insofferenza per  i servizi, i colloqui, e tutto quello che comportano.

E se Paoling avesse bisogno di un’adozione? E se lei ci rimanesse troppo male? E se…

E poi ci abbiamo pensato su davvero, senza troppe paure e senza sovrastrutture: Paoling sta bene, la separazione in effetti c’è già stata, lei vive con me lontano e ha visto che non siamo spariti, non litighiamo, i nostri rapporti sono migliori di prima e lei vede il suo papà con un entusiasmo che non c’era vivendo tutti insieme.

E così, in questi giorni in cui siamo al mare tutti e tre insieme con una Paoling scintillante, felice e con gli occhi extra-luminosi, abbiamo deciso di dirglielo.

A colazione, stamattina. Tutti e tre a tavola, davanti al mare.

Treorme: Paoling, vogliamo dirti una cosa. Lo sai che io e  il papà non viviamo più nello stesso posto, anche se ci parliamo tutti i giorni, ci vogliamo bene e non litighiamo, vero?

Paoling: Si.

Treorme: Volevamo dirti che abbiamo deciso che non vivremo più insieme anche in futuro.  Ci vogliamo bene in un modo diverso ora, come due amici e non come marito e moglie. Ma saremo sempre la tua mamma e il tuo papà.

Paoling: Ah. 

Treorme: Ci dici cosa ne pensi?

Paoling: Non penso niente, se va bene a voi…

E Paoling si è messa a girare come una matta tra mille cose, cambi d’abito, attività. E siccome la conosciamo, abbiamo aspettato il momento giusto per riparlarne.

 

4 del pomeriggio, temporale in spiaggia, io e  lei come due matte nell’acqua del mare, a prendere le onde e ridere.

Treorme: Posso chiederti una cosa?

Paoling: Ecco lo sapevo, vuoi parlare di quella cosa di stamattina?

Treorme: Si. Vorrei sapere come ti senti, se hai paura di qualcosa, se hai delle domande.

Paoling: Non ho paura di niente, mi piace come funziona adesso che viviamo noi due insieme e il papà lo vedo e lo sento sempre. Con te sono più brava, ma so che c’è anche lui. Se non viviamo tutti e tre insieme a me va bene. Ho capito che siete sempre mamma e papà

Poi fa un salto nell’acqua come una sirena, esce e spruzza acqua dalla bocca e mi fa: “L’unica cosa non voglio che lui abbia una fidanzata e neanche tu un fidanzato, mi raccomando!”

 

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