Ho scritto questo post il 22 ottobre 2013.Ma è rimasto nelle bozze.

 

Tante cose sono cambiate nelle nostre vite nell’ultimo anno. Tantissime.

Io e Paoling viviamo a 800 km dalla nostra casa e dal Principe, e anche se alcune cose sono difficili i rapporti tra noi tre sono più veri e forti che mai. Non è questo il luogo giusto per parlare di cosa è successo nel mio matrimonio, ma è importante dire che Paoling ha un papà oggi più che mai.

Neanche della sua vicenda giudiziaria possiamo dire molto, tranne che i servizi hanno chiesto il decadimento della patria potestà per la mamma e che l’adozione sembra oggi la prospettiva più probabile. Adozione, ovviamente, con noi.

Possiamo però parlare di lei, della mia meravigliosa Paoling, che, manco a dirlo, è sempre più meravigliosa. Possiamo dire dei suoi occhi luccicanti, dell’energia, del sorriso, delle mattine in cui scendendo dalla scaletta a chiocciola che porta nella sua nuova stanza da letto con vista sulla vallata esclama: “che bella la mia vita”.

Paoling ha cambiato scuola, e ora la la quarta elementare un po’ più a sud, con un grembiulino bianco e una nuova cartella. Ha deciso di lasciare indietro l’atteggiamento di sfida, la confusione, l’idea che non fosse troppo importante fare bene a scuola. Si è presentata a questo nuovo appuntamento con tutto in ordine, anche nella sua testa sempre affollata di idee, ricordi e pensieri.

E così l’hanno conosciuta le maestre nuove, e così me l’hanno raccontata al primo colloquio.

“Paoling è una bambina molto intelligente e vivace, che racconta tante cose e parla tanto, ma rispetta sempre le regole ed è molto educata. Di Matematica è bravissima, non ha ancora fatto nemmeno un errore dall’inizio dell’anno, legge benissimo ed è molto espressiva, sa studiare e fa tante domande in classe”.

L’avevo già capito dai suoi quaderni, un tempo testimoni della guerra interna a Paoling e oggi belli colorati e ordinati a parlare di lei e del suo nuovo rapporto con la scuola.

L’avevo capito si, ma sentirlo dire è stata un’altra cosa.

Paoling è formidabile, lo sappiamo, ma è importante essere capaci di stare nel mondo, nella vita, insieme agli altri, con le regole del vivere di tutti. E’ importante quell’orribile parola che si chiama normalità.

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