I servizi hanno deciso. Gli incontri di Paoling con la mamma sono stati sospesi. A tempo indeterminato.

Le parole di Paoling, le sue richieste d’aiuto, le nostre richieste ai servizi, le relazioni della psicologa e dell’operatrice di luogo neutro hanno avuto ascolto, e oggi c’è stato l’ultimo incontro. C’è stato perchè la mamma ancora non sapeva nulla, visto che non si è presentata all’ultimo incontro con i servizi.

Non sappiamo cosa questo voglia dire, se non che per Paoling ci sarà un momento di tregua, di pace. Alcune voci, alcune cose che abbiamo sentito, ci fanno anche pensare che forse si sta andando verso una soluzione diversa, più definitiva, e la segretezza del nostro affido ne è uno degli elementi.

Io però stasera non posso che pensare a questa decisione dei servizi, che pure approvo, come una sconfitta. Una sconfitta di questo affido, che non riesce a mantenere un legame con la mamma, e che forse cambierà diventando altro. La cosa migliore sarebbe stata che le cose avessero cominciato ad andare meglio, e che i rapporti si fossero potuti mantenere. Perchè non si cancella la realtà, e quella è la sua mamma.

E questa è soprattutto una sconfitta di questa mamma, che forse oggi ha davvero perso la sua bambina. E io non riesco, in fondo, a non piangerne.

Paoling però per ora  è al sicuro, al caldo, e può dormire serena. E questo è quello che conta.

 

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