Paoling è sempre più forte. E’ bellissima, con i lineamenti dolci e gli occhi enormi, i capelli corti e le gambe lunghe. Sa tutte le tabelline e prende sempre Ottimo di lettura. E’ dolce, e anche un po’ stronzetta. Maltratta un po’ il suo papà, e patisce un po’ quando io sono via per lavoro (trovo messaggi nell’agenda con scritto “Meno male che stai a casa dei giorni”.

Paoling vede la mamma una volta al mese. Difficile convincerla del significato di questi incontri, Paoling ci va controvoglia, ed è sempre molto preoccupata. Per me. Infatti l’accompagna il Principe. Paoling ha paura che la mamma mi uccida. Irrazionale, paura che coagula le immagini dei film crudi visti da piccola, paura di perdere questo pezzo di vita serena. “Si beh ma tu dici che non ti uccide, e se invece ti uccide poi tu sei morta, e io cosa faccio?”. Impossibile risponderle in un modo che la soddisfi.

L’ultimo incontro è stato difficile, anche se lo sono sempre tutti.

Mi ha telefonato l’educatrice di luogo neutro per raccontarmi cosa è successo. Non posso raccontare tutto, ma la bambina ha opposto il suo rifiuto ad una richiesta della mamma, e la mamma si è arrabbiata. Tra le cose dette, anche la minaccia di andarsela a riprendere, “in un modo o nell’altro”.

E Paoling è tornata tutta mogia e terrorizzata.

“Voglio vedere la mamma di meno.”

Continua a dirlo.

I servizi da parte loro ci danno “la loro solidarietà” per questo affido non affido, destinato a continuare di due anni in due anni. Destinato ad altri 11 anni e mezzo di luoghi neutri. Gestito da servizi che non conoscono la bambina, almeno per ora, dopo tutto il vagabondare della mamma, e, almeno per ora, da un’assistente sociale tanto carina e gentile ma che difficilmente si prenderà la responsabilità di cambiare qualcosa.

Il giudice ha chiuso il fascicolo. Fino al prossimo anno e mezzo, quando scade il provvedimento. Fino ad allora che succederà?

E questo affido, che progetto ha? Cosa stiamo aspettando dalla mamma? un cambiamento? un qualcosa di grave?

E così al termine di un weekend che è bastato alla meravigliosa Paoling per tornare allegra e normale, dopo una mattina a farsi le coccole, un pomeriggio al compleanno della sua amica del cuore, e una giornata in piscina con Bombolo, mi chiedo cosa fare.

Perchè così mi sembra di lasciarla sola nei momenti difficili, mi sembra che a noi tocchi solo la grande fortuna di avere vicino una nana così fantastica e rompiscatole, che ogni giorno sorride e piagnucola, impara, saltella, fa casini, stupisce con le sue frasi sul mondo, mentre poi c’è questa parte così difficile e piena d’ansia nella quale lei è, sempre, sola.

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