Ieri Paoling ha incontrato la mamma.
Da diverso tempo è difficile dare senso a questi luoghi neutri molto tesi, in cui la piccola teme che suoni il telefono all’educatrice e di rimanere così da sola con la mamma, subendo così le domande solite: dove vivi? vuoi tornare a casa con me?
Ieri poi era il primo incontro dopo Natale, ed essendo mensile era quello in cui avrebbero festeggiato insieme. Come sempre la mamma aveva chiesto a Paoling cosa volesse, e Paoling aveva risposto indicando un giocattolo, costoso, da bimbi piccoli, e di Hello Kitty.
Ieri all’incontro la mamma non aveva nessun regalo, e ha di nuovo promesso di portarlo la volta successiva.

Paoling è tornata delusa, come l’anno scorso la promessa disattesa era il punto, non il regalo. Poi la sua vita è tornata a prendere il sopravvento, ieri sera aveva un pigiama party da una sua amica, hanno giocato e riso per metà della notte, e oggi la cosa sembrava dimenticata.

Oggi pomeriggio è andata a dormire un po’, per riprendersi dalla notte brava, e al suo risveglio era tutta sorridente e dolce, e ho pensato che fosse il momento per un nostro momento di coccole e di parole.

Siamo andate nel mio letto, e le ho chiesto di raccontarmi dell’incontro.
Abbiamo parlato della delusione, e del fatto che non possiamo sapere perchè la mamma non abbia mantenuto la promessa, se si sia dimenticata, o se forse il regalo chiesto era davvero troppo costoso.

Paoling mi guarda, e mi dice che lei “in verità” (come dice sempre lei) non aveva bisogno di niente, ma che la mamma ha insistito a chiederle cosa volesse.

Provo a suggerirle, in questi momenti, di chiedere alla mamma di portarle cose come i quaderni o i colori, che a Paoling piacciono tantissimo e che magari sono più facili da trovare per la mamma.

Non me lo aspettavo, ma lei in quel momento si è illuminata con un sorriso grandissimo: “tu sai sempre la cosa giusta, mamma”, mi dice.

Le sorrido, un po’ spiazzata.

“Mi piace il tuo consiglio, perchè così se lei mi chiede le rispondo una cosa, vera, perchè mi piacciono i quaderni e i colori, e lei magari non fa fatica a prenderli, e siamo contenti tutti”.

Poi mi guarda, e mi dice: “Adesso voglio bere il latte”.

Ho capito di cosa parla, ma le dico: “Allora andiamo a prenderlo nel frigo”

Lei mi dice : “No, il latte da mamma, voglio bere il latte. Era buono il latte della mamma”.

La guardo: “Eh si, lo immagino. Questa è stata una bella cosa che hai fatto con la tua mamma, prendere il latte”.

Lei mi dice: “ma il tuo latte è anche buonissimo”.

Rido: “Ma io non ho il latte!”

E Paoling : “Tu hai un latte invisibile che fa crescere e consolare, ed è il più buon latte di mamma del mondo”.

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