E’ incredibile.

Erano già belli, e luminosi, e dolci. Erano già, a volte, girati all’insù, grandi.

“Come due castagne luccicanti di pioggia”, così li definiva mia mamma.

Ma ora, ora gli occhi di Paoling sono qualcosa di indescrivibile.

Non pensavo che si vedesse così tanto la mancanza di quel velo, quella patina opaca della preoccupazione, del suo vagare, un po’ ossessivo, da una ricerca di conferma ad un altra, del suo cercare, del suo manipolare.

E invece si vede, gli occhi di Paoling sono così grandi e belli in questo periodo da togliere il fiato.

Si vede tutto, si vede dentro, e non sono frasi poetiche per un post che dovevo scrivere da tempo, è la verità.

C’è la fiducia, quella che lei ti racconta quando ti dice, cantando “non ci passa più, perchè ormai siamo una famiglia”,  che capisci e senti quando, arrivata trafelata a prenderla a scuola con 10 minuti di ritardo, la trovi felice e saltellante che ti dice “tanto lo so che non ti saresti mai dimenticata di me”.

C’è il sollievo, ora che il giudice ha deciso altri due anni, di immaginarsi ancora qui per altri Natali, altre vacanze.

C’è la gioia di sapersi amata, e anche di cominciare a sentire, piano piano, cos’è l’amore che senti tu, quello vero, che non c’è bisogno di dire.

C’è tutto il futuro di questa bambina meravigliosa, testarda, incasinata, che ancora spesso non resiste alla tentazione di rovinarsi tutto, di non viversi le gioie fino in fondo, ma che ha così tanto cuore, e forza, e cervello, da farti credere davvero che il suo futuro sia tutto possibile, tutto da costruire, da faticare, da sanguinare, ma possibile.

Se ci penso, se penso a lei e alle sue potenzialità, al suo cuore che fatica ma che sta imparando davvero ad amare, e a credere che per lei possa esserci qualcosa anche se non lotta per conquistarselo, sento che davvero sto facendo questo cammino, in questo mondo, per un motivo.

Gli occhi di Paoling sono tutto questo, ma Paoling, la mattina, se vado a svegliarla, ancora ad occhi chiusi, sorride già….

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