Parentesi rosa, piccolo Harmony di Paoling.

“Forse stasera allora mi amava un po’”.  Questa l’ultima frase di Paoling stasera, prima di crollare a mezzanotte inoltrata nel suo lettino.

Siamo andati alla festa del paese, dove c’erano tanti suoi amici e anche il suo “fidanzato”, e dopo la cena i bambini sono andati a girare sull’autopista insieme ad amici e genitori. Ho osservato Paoling nella sua veste spensierata e felice, sempre ubbidiente anche se tirava a fare quello che voleva, col volante fra le mani e il sorriso spalancato.

Ad un certo punto “Lui” le fa cenno “vieni con me sull’autopista?”. Lei non se ne accorge, e salta in macchina con suo cugino Scopettino. Al giro dopo, altro invito, lei ancora non capisce e allora il mio Principe arriva, va da Scopettino e gli chiede di fare un giro insieme, e dice a Paoling di andare nella vettura di “Lui”. Lei aspetta un suo cenno, lui sorride timido, e il giro ha inizio.

La guardiamo tutti, io, i genitori di bombolo, il Principe, e pensiamo che stanotte non dormirà.

La serata per lei è fantastica, i giri continuano, e andiamo a casa tardissimo, un secondo prima di “Lui”, che reincontriamo nel parcheggio insieme al suo papà.

Lei è stanchissina, e radiosa, è un altro pezzo della sua normalità, di questa Paoling sempre più grande e sicura, sempre più autentica nei suoi pudori e nei suoi momenti di gioco spensierato e scatenato.

“Forse allora stasera mi amava un po’” mi ha sussurrato.

Ho sorriso. “Forse si”.

E ho dimenticato la paura crescente che lei non sia qui il prossimo anno alla stessa festa del paese.

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