Avrei così tante cose da raccontare, che non so proprio da dove cominciare.

Problemi con la mamma di Paoling, paure, passi avanti e indietro, casini a scuola, momenti belli, pedalate in bici, coccole, tensioni, tentativi di manipolazione, grandi sorrisi, la gita della scuola, gli amici, la danza, ancora pianti e ancora sorrisi.

Sono stanca, siamo stanchi. Non è facile il luogo neutro, e nemmeno posso scrivere tutto perchè non voglio che questa storia sia troppo riconoscibile da Internet. Siamo stanchi perchè ogni giorno Paoling è una sfida, ogni momento quegli occhi neri cercano scorciatoie, modi per non fare quello che si deve fare, per non sottomettersi alla realtà, visto che tanto lei di realtà se ne era creata una sua. Stanchi, perchè è sempre così, e i progressi fatti sono così tanti che non ti viene voglia di mollare la presa.

Ieri, dopo un momento di tensione, dove come al solito Paoling torna serena solo se viene fortemente ripresa e riportata alla realtà, abbiamo fatto un lavoro insieme. Pennelli, perline, colla, pennarelli, e i gusci d’uovo che le avevo tenuto da parte. Sono state quasi 2 ore di allegria e di pasticci, finite con una caccia al tesoro per i nostri amici per trovare tutti i personaggi che avevamo inventato.

E va bene così. Buona Pasqua.

PS: La professoressa  Cac Calacac è quella con i capelli rossi e il cappellino rosa di marshmallow.

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