E’ difficile, è la cosa più difficile per Paoling combattere contro la testardaggine, perchè per anni è stata lei la sua migliore alleata.

Ma la guerra tra le due prosegue, e Paoling segna sempre più spesso punti a suo vantaggio.

Due esempi.

1. Eravamo a tavola, avevo fatto la pizza, c’eravamo tutti, compreso Bombolo e la sua famiglia. La pizza di Paoling, solita ricetta con mozzarella, pomodoro e fontina, era ancora nel forno. Sul tavolo metto una grande focaccia con asiago fuso sopra. Tutti si avventano sul piatto di portata, lei dice “io no”. Qualcuno prova a convincerla, ma lei non la vuole, aveva chiesto la sua pizza, e questa non le va. Dopo un po’ il papà di Bombolo le mette un pezzettino di focaccia nel piatto. Lei la assaggia, dice : buona! e poi, dopo qualche secondo: “Ma si, la assaggio”. Grande applauso di tutti, Paoling vince sulla testardaggine 1 a 0.

2. Ieri sera esce dal bagno dopo essersi lavata, le chiedo “hai messo la crema?”. E’ chiaro che non l’ha fatto, io volevo solo chiederglielo per suggerirle di non metterla più 2 volte al giorno visto che il clima è più caldo. Lei però mi dice “Si”. Le dico “ma no, hai la faccia ancora tutta bagnata, non hai messo niente”. Lei continua con la bugia. Si intestardisce, batte i piedi. Le ricordo che l’unica cosa che non va bene con me è la bugia. Lo so che è una cosa innocua, una bugia piccola e senza importanza, ma a lei fa effetto, si irrigidisce, mi osserva cupa senza dire una parola. Provo a darle una via d’uscita, la guardo negli occhi, sorrido, le dico “So che non l’hai messa la crema. E’ vero?” Lei mi sfida, mi guarda fisso, senza parlare. La guardo a mia volta, le offro un abbraccio. Lei sta per piangere, mi stringe e mi dice nell’orecchio: “è vero non l’ho messa”. L’abbraccio, lei si scioglie, sorride. Le dico “brava Paoling, devi vincere sulla testa dura, devi fidarti, almeno di me”.

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