Non riesco mai a trovare il tempo di scrivere le mie sensazioni a caldo, e finisco col riportarle dopo, e con il descrivere sempre i momenti belli e poetici che Paoling ci regala.

Questa mattina sono invece molto nervosa, e stanca.

Premetto che è giorno di visita alla mamma, e che Paoling ultimamente cerca proprio di negare questi momenti, e di fare finta che non ci siano.

L’ho svegliata, come sempre allegramente, lei si è alzata con molte più storie del solito, barcollando e facendo la sciocca invece di scendere le scale.

Al momento della colazione, pasticciava il cibo invece di mangiare.

Ieri è andata dalla sua amica del cuore, Lilla, dopo la scuola, e stamattina ho provato a farmi raccontare cosa hanno fatto: lei mi ha detto che era triste

Le ho ricordato gli stickers da conquistare (anche ieri sera ne ha presi 2, la sua corsa verso il regalo continua), e lei ha cominciato a mercanteggiare: me ne dai due, me ne dai tre, se mi lavo me ne dai uno, se faccio in fretta 2, etc.

E’ poi andata in bagno, ma è tornata perchè voleva il lucidalabbra.  Le ho detto di lavarsi prima, lei è tornata in bagno. Poi, credendo che io fossi salita al piano di sopra, è andata a frugare nella mia borsa. Le ho chiesto cosa stesse facendo. Scena muta.

Gli occhi neri puntati su di me, la bocca stretta in un muso, silenzio.

Ha continuato a farmi dispetti fino all’entrata a scuola. E non si è lavata la faccia, è entrata con le caccole sugli occhi e uno sguardo disperato che per fortuna le maestre hanno notato subito…

Oggi esce prima, e andremo alla visita della mamma.

Ho chiamato la sua assistente sociale, per avvisare che oggi saremo un po’ così… Mi ha tranquillizzata, dice che gestiranno loro la situazione, e che probabilmente tutti questi momenti felici di Paoling in questi giorni stridono così tanto con l’incontro con la mamma da renderla tesa, nervosa.

Anche questo è il cammino con Paoling.

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