Accidenti sono rimasta indietro! E di quante cose!
Faccio una cosa diversa dal solito, forse perchè sto guardando Saviano da Fazio che legge la lista delle cose per cui vale la pena vivere: una lista in ordine sparso di quello che è successo nelle ultime due settimane.

1. Paoling, con gli occhi neri luminosi e felici, è andata alla festa di Carnevale dell’oratorio vestita da ballerina di flamenco.

2. Sono andata a parlare col sindaco, e ho deciso di raccontare la parte che riguarda il nostro percorso-non percorso, come utenti e come aspiranti affidatari. Ho poi detto la stessa cosa al Presidente del Consorzio, che mi ha chiamato per sapere cosa fosse successo. Non so se servirà a qualcosa, ma ho voluto che si sapesse come ci siamo sentiti. Abbiamo poi raccontato anche ai servizi nuovi nostri questa cosa, nel caso Crudelia decidesse di provare a “vendicarsi”.

3. Ho deciso, non senza incertezze, di lasciare il lavoro al 15 marzo. Stasera Paoling mi ha ricordato che sono mesi che prometto di passare più tempo con lei. E ho potuto dirle che la nostra sarà una luminosa primavera insieme.

4. Paoling oggi dopo essere andata in montagna con il Principe, ed essersi divertita tanto, è tornata a casa e ha fatto ben 2 megacapricci con tanto di urla e piedi battuti a terra, e tentativi di manipolazione a manetta.

5. Venerdì abbiamo conosciuto i nuovi servizi per la parte relativa al supporto all’affido. L’impressione è molto buona, questi servizi sembrano scrupolosi e un po’ rompiballe, il che secondo me non guasta affatto: l’ultima cosa che vogliamo è restare da soli a gestire la situazione con la mamma e la famiglia d’origine. Prossimo appuntamento: tra 15 giorni.

6. Venerdì sera ho discusso con il papà di Bombolo per questoni di lavoro. Poi ero molto triste, e stanca. La famiglia di Bombolo era a cena da noi. Dopo un po’ Paoling mi fa, nell’orecchio: “Perchè non parli tanto con gli altri?” Le rispondo: “Ma si che parlo”, e lei “Ma dai, perchè però non parli tanto con gli altri?”. Le dico “sono un po’ triste per una cosa di lavoro, che tu sai”. Lei: “Va bene, adesso ti lascio tranquilla ma poi quando mangiamo il gelato diventi felice”. La mia piccola è capace di pensare agli altri.

7. Stasera dopo i suoi capricci parlavo con Paoling. Mi ha detto che le era venuto in mente di tagliarsi con le forbici per farsi guardare, ma che poi non l’ha fatto. Le ho detto che è molto importante il fatto che abbia deciso di non farlo, e che questa è una cosa da grandi, essere capace di capire che una cosa che ti viene in mente si può non fare. Le ho anche chiesto se le sembra che io non la guardi, ha detto di no.
Le ho ricordato che io sono sempre con lei, anche quando lei non c’è. Le ho detto che ieri quando lei è uscita con il Principe per andare alla festa io sono rimasta a guardare la loro foto con le lacrime agli occhi di commozione. Lei mi ha guardato, e ha iniziato a piangere. Di gioia. Ci crede, Paoling, inizia a crederci di poter essere amata davvero. Le ho detto che per me lei è speciale, che poche persone sanno usare così bene cuore e cervello come lei, e che un pezzettino del mio cuore che prima non sapevo di avere è nato quando è arrivata lei.
Mi ha guardato, e mi ha detto tieni, ti do un pezzetto del mio cuore, tu dammi un pezzetto del tuo. Questo piccolo gesto, il suo pugnetto che prendeva dal petto un pezzo di cuore immaginario e lo metteva nel mio, e viceversa, è uno dei ricordi più dolci che ho da lei.

8. Faceva i compiti Paoling l’altra sera, e dopo un po’ faceva come sempre apposta a sbagliare. L’avevo avvisata, e dopo l’ennesima volta le ho chiuso il quaderno e le ho detto che sarebbe andata a scuola senza e se la sarebbe vista con l’insegnante. Un’oretta dopo, una volta a letto, Paoling mi chiede preoccupata: ma come farò con i compiti? E’ la prima volta che Paoling si preoccupa delle conseguenze sulla scuola di un suo non fare qualcosa. Paoling cresce.

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