Sabato mattina, per distrarmi un po’, con Paoling sistemata e felice dalla mia mamma, vado dall’estetista e spengo il telefono.

Quando esco trovo una chiamata ed un messaggio: era la comunità di S.e M., che mi chiedeva aiuto urgente.

Richiamo, con il cuore in gola. Le bambine sono molto tristi, è stato spiegato loro da chi andranno in affido.

E’ difficile spiegare questa cosa senza violare la privacy e facendo però capire bene la gravità della questione.

Le bimbe andranno da 2 sessantenni, segnati dal lutto della perdita di un figlio adulto pochi anni fa senza essersi ancora ripresi, convinti che gli agiti delle bimbe derivanti dalle violenze (comportamenti seduttivi, masturbazione) debbano essere “redenti”.

Perchè andranno da questa coppia, di corsa, in affido, e non da una coppia in adozione come ci era stato prospettato l’anno scorso quando eravamo rimasti appesi ad un filo per mesi (e Paoling in comunità), in una serie di operazioni che avrebbero anche dovuto liberare il fratello delle bimbe, che ancora vive con la mamma?

Il perchè non si sa. O meglio si ipotizza. Le piccole hanno degli zii, ben 3 coppie di zii, che nessuno però aveva cercato (come prevede la legge) e che non sapevano nulla, usciti fuori per caso in maniera incredibile.

Di fronte a questo Crudelia ha detto “eh beh, non si sono presentati fino ad ora, andiamo avanti ancora più in fretta”.

Negli incontri tra le bimbe e la famiglia le bambine sono state prese di peso dall’assistente sociale e messe in braccio alla coppia. Più volte.

Di fronte a S. triste e impaurita, che teme di non trovare più una famiglia, ho provato a fare la mia parte.

L’ho abbracciata, l’ho consolata, le ho ricordato che la sua opinione è la cosa più importante del mondo. Le ho detto che deve dire quello che pensa e quello che sente.

E’ così difficile parlare a questa meraviglia di bambina che ne ha passate di tutti i colori e che aveva sperato in noi, mentre invece noi non possiamo fare nulla.

Non possiamo fare nulla?

Sabato sera mia mamma incontra il Sindaco del principale paese del consorzio di Crudelia. Non sapevo avessi una nipotina, fa lui, è in affido, risponde lei, Crudelia ha dato in affido qualcuno? dice lui, stendiamo un velo pietoso, fa lei, no, non stendiamolo, fammi parlare con Treorme, è il finale di conversazione.

Questa mattina prima di venire in ufficio sono andata a parlare con lui. E ora vediamo che fare.

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