Il Cicciobello per cui abbiamo pianto a Natale è arrivato.

Al primo incontro nel nuovo luogo neutro con i nuovi servizi sociali la mamma si è presentata con mille dolci, patatine, succhi di frutta e una bambola stile cicciobello con tanto di passeggino.

Paoling glie l’aveva chiesta di nuovo, la volta scorsa, dopo che la mamma aveva chiesto “cosa ti porto la prossima settimana”, ed è arrivata.

Io le avevo mandato tramite Paoling la pagella, cercando di far loro condividere un momento reale della vita di Paoling che cresce, ed invece la bimba è tornata con questa bambolina da bimbetta dell’asilo, che fa i versi e chiama mamma, ed ha cominciato a parlare come una bimba piccola, trionfante perchè “io glie l’ho detto e lei me l’ha portata, ha portato tanti dolci e patatine, e allora la mamma è brava”.

Mi è crollato un po’ tutto, ho rivisto la fatica di Natale e mi sono reimmaginata a consolarla quando la mamma non manterrà la prossima promessa dopo aver iniziato un ciclo di gratificazione e compensazione con regali e porcherie da mangiare, per poi interromperlo di nuovo.

Per fortuna ero in macchina con mio fratello, e così ho potuto lasciarmi cadere sul sedile a sbollire un po’. Lo so che questa mamma fa quello che può, che vuole fare bella figura con i nuovi servizi e che non ha la possibilità di conoscere la bambina che è diventata sua figlia, ma questo tipo di cosa che fa regredire Paoling mi dispiace comunque.

Ho avuto un attimo di vero sconforto.

Paoling mi ha chiesto se mi piaceva la bambola, e io ho detto la verità. “Mi piace che tu sia così contenta di averla ricevuta, ma non è il mio gioco preferito”.

Lei ha continuato, l’ha mostrata poi a tutti, parlando con voce da bambina piccola e continuando col “mia mamma è brava perchè me l’ha comprata”.

Non sono stata molto gentile con Paoling, io sinceramente ci provo a farla riavvicinare alla mamma su qualcosa di autentico, così come a sottolineare le cose buone e appropriate quando ci sono, anche sui regali.

La sera Paoling era a fare il pigiama party con mia mamma, e giuro che un po’ di lontananza mi ha fatto piacere.

Racconterò domani quello che mi è successo poi oggi (parliamo di S.e M.), e alla fine di questa giornata lunga e molto faticosa emotivamente, dopo una serata da amici molto divertente anche per lei e un mezzo litigio appena entrati in casa, Paoling si è messa a dormire con la bambola Martina.

Io sono scesa, le ho preso questa nuova bambola, glie l’ho portata di sopra e le ho detto “Forse ti manca questa per dormire”.

Lei ha fatto un sorriso enorme, ha abbracciato tutte e due le bambole e ha detto “grazie”.

Allora le ho detto che forse la Martina poteva, essendo più grande, dormire nel letto sotto al suo da sola, altrimenti non avrebbe avuto più spazio per girarsi nel letto.

“Dormi vicino alla piccola”.

“Si mammina. Ti voglio tanto bene”.

Anche io ti voglio bene Paoling, anche se ogni tanto mi sento stanca e mi sembra di dover ricominciare da capo.

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