Oggi sono stata dura con Paoling.

Ha strappato l’invito ad un compleanno perchè io non lo vedessi, visto che la mando sempre ai compleanni (a cui poi si diverte) anche se lei dice di non volerci andare, ed ha negato fin da ieri di aver ricevuto il bigliettino, nonostante le avessi detto che sabato tanto non ci sarebbe potuta andare perchè era programmata una giornata in montagna col Principe.

Alla fine “ha confessato”.

Le ho spiegato che dire le bugie, soprattutto a me, è sbagliato e pure inutile, visto che tanto la becco sempre.

Lei ha reagito da adolescente strafottente, e la pantomima è continuata fino a cena quando, insieme al Principe, abbiamo messo in chiaro il tutto, dato la punizione (niente cartoni per 2 giorni e niente montagna, ma si compleanno) e finalmente fatto entrare in quella meravigliosa testolina il perchè questa cosa era importante.

Al momento di dormire sono stati baci e abbracci, racconti e sorrisi.

Paoling: “io ti voglio bene non ti lascerò mai, io oggi volevo scappare come Paolino (coniglietto di un libro che abbiamo letto, che scappa perchè sgridato, nda) ma non scapperò mai da te”.

Treorme: Perchè volevi scappare?

Paoling: Perchè tu mi sgridavi tanto.

Treorme: Ma io perchè ti sgridavo tanto?

Paoling: Perchè era una cosa importante. Ma poi mi hai detto che eri ancora arrabbiata. E io volevo dirti di non esserlo.

Treorme: La prossima volta dimmelo quello che pensi. Così capisco meglio.

Paoling: Tu non urlare la prossima volta.

Treorme: Ma io ho urlato?

Paoling: No, non hai urlato ma mi hai sgridato.

 

Mi è sembrata tutta una normale scena di famiglia, dalla bugia alla sgridata, ai sorrisi e abbracci della nanna. Normale. Evviva la bugia normale di Paoling.

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