Scrivo questo post vicino al mio Principe.

Per la prima volta è vicino a me mentre provo a raccontare qui le nostre cose, e stasera sento di averne davvero bisogno.

Sono giorni strani e ancora una volta difficili. Lo so che non saranno gli ultimi, e non sono nemmeno stati i primi, e so anche che i passi avanti non si cancellano nemmeno quando ti sembra di essere tornato al via, ma questi sono, e rimangono, giorni difficili.

Paoling sembra non credere che le cose possano andarle bene.

Babbo Natale, sto stronzo, le ha portato quello che voleva, e lei si è sentita schiaffeggiata dall’evidenza dei Natali passati.

Stringe a sè la sua nuova bambola morbida di pezza, la Martina, ma le brucia la mancata promessa di quella mamma inconsistente. Le brucia la bugia, e le brucia non aver potuto ricevere un cicciobello da noi e fare finta che fosse della mamma.

Si fa fatica ad andare contro questo vento di bambina che si chiude, che sembra essere in una palla di plastica che rimbalza, e da dentro ti parla, e prova a dirti, ma è pur sempre dietro ad un qualcosa che deforma le facce e le espressioni, e a volte ti rendi conto che quello che sembrava un sorriso è un ghigno, e viceversa.

Fa paura la bimba che usa voci diverse, tante, e che prova di nuovo a manovrarti come all’inizio. Che non si concede di nuovo più di giocare con te senza dirti prima chi deve vincere e chi perdere perchè il lusso di scoprire quello che succede non può concederselo, tanto è poca la fiducia che ha nel mondo.

Sono stanca, sono malata, è stata malata anche lei. Sono tanto tanto stanca.

Lo siamo tutti, in realtà.

Lo è anche lei.

Poco fa sono andata nella stanzetta di Paoling, dormiamo a casa di nostri amici stasera per fare un po’ “vacanza”, e visto che era andata a letto con una sgridata mi sono seduta a parlarle.

Treorme: Paoling, dammi la mano. Lo sai che sarò qui con te sempre, e che sia che mi tratti bene sia che mi tratti male starò con te, e non ti dirò mai bugie?

Paoling: Si.

T: Lo sai che ora che ci sei tu siamo una famiglia, e io e il Principe ti vogliamo bene sempre, anche quando fai i capricci?

P: Si.

T: Paoling, tocca a te smettere ora. Tocca a te, lasciati andare. Ti puoi fidare di me. Paoling, ti devi fidare di qualcuno, altrimenti come fai a crescere? Ti fidi un po’ di me, Paoling?

P: Si (annuisce, non la vedo bene perchè la luce è poca, ma sento il fruscio del cuscino)

T: Adesso allora fai la nanna, risolveremo tutto e tutto andrà bene, non preoccuparti. E domani, ricordati, in famiglia sarà la giornata senza “Scusa” e senza “Grazie”, perchè nella tua famiglia non c’è bisogno di nessuna delle due parole. Siamo tra di noi.

P: mi abbraccia la testa con il braccio, e mi da un bacio. “Dormi qui con me?” 🙂

T: Non ci provare, Paoling.

Ridiamo insieme.

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