Sono le 8.20 del 25 dicembre. Sono nel letto, sveglia, e sto aspettando che arrivi di qua Paoling per andare di sotto ad aprire i regali. Vicino a me il principe ronfa, un po’ raffreddato.

Non ci credeva tanto ieri sera Paoling a questo passaggio di Babbo Natale. Me l’aveva detto già al momento di scrivere la lettera: “Non mi sta tanto tanto simpatico Babbo Natale, non mi ascolta mai”.

Ieri sera al culmine di un capriccio suo solito di quelli in cui sembra volersi rovinare per forza una giornata bella, con musi e testardaggine senza motivo apparente, prima di andare a letto mi interrogava:

Paoling: Ma viene Babbo Natale stanotte?
Treorme: Certo!
P: Mah, secondo me non viene.
T: Ma perchè, ti dico che viene, è sempre passato, figurati oggi che c’è una bimba con noi!
P: Non è vero che passa.
T: Da te non passava?
P: No, non passava.
T: Magari aveva perso le chiavi magiche della tua casa
P: E se perde anche quelle di qui?
T: Per sicurezza glie ne ho messa una copia magica fuori sul cancello.
P: Allora viene!
T: Si!
P: E mi porta quello che gli ho chiesto?
T: Si!

Per la cronaca, sulla letterina a forma di cuore che aveva scritto c’erano:
– un orsetto vestito da Hello Kitty
– un mazzo di fiori
– una palla magica per fare i sogni con tanti uccellini che volano con fantasia.

A quest’ultima richiesta mi ha guardata in faccia e mi ha detto: “Se è Babbo Natale la trova anche se non esiste”.

Babbo Natale l’ha trovata la sfera, Paoling, ora svegliati che sono impaziente di trovare sotto l’albero il regalo che voglio davvero: il tuo viso e i tuoi occhi mentre vedi che ti puoi fidare almeno di Babbo Natale.

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