E’ passato un anno da quando abbiamo conosciuto S. e M.

Ne parlavo, un anno fa, qui: https://treorme.wordpress.com/2009/11/30/bimba/

Chi ci ha seguiti sa quanto le due piccole abbiano significato per noi, e quanto sia stato dura la scorsa primavera di incertezze, quando non riuscivamo a staccare la ragione dalle le ragioni del cuore, e quando la promessa che le piccole sarebbero andate in adozione era stata l’unica vera consolazione all’idea di non poterle avere con noi.

Sabato siamo andate a trovarle.

Abbiamo lasciato Paoling con mia mamma, senza ovviamente dirle niente della nostra destinazione, e siamo andati.

Appena entrati S. e M. mi sono corse in braccio. Poi M. è saltellata via, correndo dal Principe. S. invece mi è rimasta abbracciata per lunghissimi minuti, mentre io la stringevo e le accarezzavo la schiena, cercando di non piangere perchè la gioia di tenerla vicina e la nostalgia erano come una vertigine.

Poi finalmente ci siamo guardate negli occhi, lei ora ha i capelli più lunghi ma gli stessi occhi azzurri e il sorriso da cucciolo. Poi ho visto i cambiamenti che mi aveva preannunciato l’educatrice: è diversa questa S, è più viva, più sicura. E questo ha sollevato il velo di pena che sentivo nell’entrare lì, perchè so che questi mesi sono serviti a quello, a renderla più forte, e ancora una volta ho pensato a come è speciale questa comunità in cui loro vivono.

Abbiamo giocato per ore, ci siamo di nuovo fatte mille coccole a cui si è unita la monelissima M., e poi loro sono andate a fare un giro a piedi con il Principe mentre io parlavo con la responsabile della comunità.

All’ora di andare via M. mi ha detto: “Domani nevica, vieni?”.

S. guardava in basso, e piangeva.

L’ho abbracciata, lei mi ha guardato e mi ha detto “Perchè?”.

“Non lo so perchè, S. Ma voglio che tu sappia che io mi sento come te.”

Mi guarda con quegli occhi grandi.

“E allora perchè?”.

“Perchè non possiamo decidere noi”.

Le ho lasciato la collana che avevo addosso, una cosa di legno con frutti e fiori, la mia collana preferita.

Le ho lasciato anche un gran pezzo del mio cuore, quello che ora non riesco a dare alla mia piccola Paoling, così simile alla bimba che avrei avuto se fosse stata mia figlia, così simile a me da piccola nei suoi difetti, così piena di pregi e magia e capacità e affetto.

Sono tornata a casa con la sensazione di essere stata separata dal mio grande amore, e non posso farci nulla. Gran senso di colpa verso la meravigliosa Paoling.

Andiamo avanti.

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