Ieri abbiamo portato Paoling in piscina.

Una piscina calda calda, grande, dove immergersi e nuotare con i suoi braccioli.

Era felice, si vedeva.

Gli occhi grandi e luminosi, la vedevo aggrapparsi alla schiena del Principe gridando: sono su una tartaruga! e poi sbattere braccia e gambe e stare a galla. Ha fatto anche un giro sullo scivolo, tutta contenta.

Poi ad un certo punto è voluta andare a fare la pipì. E poi ha iniziato a dire di avere mal di pancia.

L’ho asciugata, cambiata, le ho messo la maglia della tuta. Abbiamo asciugato i capelli con lei che piagnucolava e si sbatteva per terra.

Mi ha detto di voler andare a casa, di avere un male terribile allo stomaco.

Mi sembrava strano, non aveva mangiato nulla che ancora fosse nello stomaco e tra l’altro l’acqua della piscina è a 36 gradi e quindi non interferisce con la digestione. E poi, insomma, io sono una principiante come mamma, e l’idea di un dolore di pancia che non riesco a capire mi ha fatto drizzare le antenne.

Ho provato ad aspettare un po’ insieme a lei nello spogliatoio e a coccolarla.

Voleva andare a casa.

Ho pensato che fosse perchè era stanca, la sera prima era andata a letto alle 11 e si è svegliata poco dopo le 7, non volendo tornare nel suo letto ma stando da noi nel lettone per svegliarci.

Avevo indovinato, ma lei continuava a lamentarsi e piangere.

Le chiedo: vuoi un thè caldo?

Lei dice si, e voglio anche un toast.

Allora non hai male, hai fame.

Lei: no, ho male, ho male.

La porto a prendere il thè e il toast e lì lei fa mille scenate, che poi smettono una volta mangiato.

Recupero il Principe, facciamo a Paoling un po’ di domande e ovviamente viene fuori che era una palla il discorso del mal di pancia e che l’ha detto per farsi dare da mangiare e portare a casa. Le spieghiamo che è meglio parlare e dire le cose che vuoi e che pensi, e che fingere non va bene.

Sappiamo tutti che Paoling ha la tendenza a manipolare le persone. E’ anche l’unica cosa che ha visto fare a casa sua.

Lei continua a dire andiamo via, non voglio mai più venirci qui, c’è l’acqua troppo alta e non si possono fare i tuffi. Le dico che allora non la porteremo più, e verremo solo noi le prossime volte.

A quel punto ormai eravamo vestiti, mandiamo il Principe a fare la doccia e andiamo a casa.

Paoling dorme in macchina, 1 ora di viaggio, e dorme anche una volta arrivati a casa.

Le misuro anche la febbre, ma non ce l’ha.

Dopo un po’ scende, mi fa vedere che ha preparato la cartella, che mette tutto in ordine. Si avvicina e mi chiede scusa, dice che non dirà più le bugie e che la prossima volta se è stanca mi dirà che è stanca.

L’abbraccio.

Mi dice che vuole venire di nuovo in quella piscina, e che starà buona.

Avrei dovuto decidere di rimanere lì in piscina, c’erano le sdraio comode poteva riposare lì. Avrei dovuto ma avevo la febbre ed ero andata lì solo per portare lei, e mi ero già vestita e lei pure, e l’idea di farle poi un’altra asciugata di capelli mi faceva venire la nausea.

Avrei dovuto, ma ancora devo imparare tante cose.

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