Da pochi giorni Paoling ha rivisto la sorella più grande dopo alcuni mesi. Non posso dire di più della loro storia, ma la sorella è stata davvero una presenza importante nella vita di Paoling, forse l’unica persona davvero vicina che lei abbia avuto.

Questo incontro, oltre a molta gioia, ha suscitato in lei anche un sacco di subbuglio e stravolgimento.

Ed infatti sono stati giorni di capricci senza motivo e di sfide e provocazioni, che sono finite ieri sera al momento del bagno caldo.

Come sempre eravamo io seduta vicino alla vasca e lei immersa tutta rilassata, quando inizia:

Paoling: (con tono neutro) Ho nostalgia della mamma. E della sorella. Voglio andare via da qui non voglio stare più qui.

Io: Hai tanta nostalgia? e cosa ti senti?

Paoling: Sento che voglio stare con loro e voglio andare via di qui.

Io: Paoling, sei sicura che vuoi andare via? Secondo me tu vuoi stare con loro e hai nostalgia, ma non vuoi andare via di qui.

P: (ci pensa un po’ e poi:) E’ vero. Ma io voglio stare con mia sorella, e lei non può stare qui da te perchè tu non sei la sua mamma, sei un po’ la mia mamma ma non la sua. E allora devo tornare dalla mamma per stare con la sorella.

T: Paoling lo sai che ora non puoi tornarci dalla mamma, e lo sai anche che ora qui hai le tue amiche, la scuola…

P: E quanti giorni posso ancora stare qui?

T: 700. Vuol dire che farai la prima e la seconda elementare qui.

P: E poi? io non voglio andare via, voglio stare con la mamma e la sorella ma voglio stare anche qui con voi.

T: Questo Paoling è un po’ quello che succede, tu vivi con noi per ora ma vedi loro regolarmente, non le hai perse, e continui a voler loro bene e a vederl.

P. (riflette): è vero. Ma lo sai che è colpa mia se la mamma non ha più soldi e non può tenerci?

T: Paoling, prima di tutto non può essere colpa tua, non è mai, mai, mai colpa dei bimbi. E poi non è per i soldi che il giudice ha deciso così, e lo sai.

P: si è per i soldi, perchè io chiedevo sempre tante cose e lei me le comprava e ha finito i soldi.

T: Paoling, questo non è vero, non è colpa tua, nè di tua sorella. Non è neanche colpa della mamma, è che in questo momento ha una difficoltà, e bisogna darle il tempo di stare meglio.

P: no no è colpa mia, altrimenti stavamo bene e succedevano solo cose belle.

T: Paoling, lo sai, me lo hai raccontato tu che succedevano anche cose brutte.

P: Me le dici tu quelle cose che ti ho raccontato?

T: Succedeva che non ti lavavi e avevi i pidocchi, che non c’erano le cose normali da mangiare ma sempre cose strane, che guardavi i film che facevano paura, che rimanevi sempre da sola a casa anche la notte.

P: Me le dici di nuovo?

T: (ripeto)

P: e poi forse anche perchè non mi asciugava i capelli e prendevo il raffreddore, non perchè volevo il giornalino delle Winx?

T: Si, ecco che hai capito.

P: Ho capito. Allora non è colpa mia.

T: No.

P: Laviamo i capelli?

Dopo il lavaggio dei capelli, mentre la asciugavo tutta stretta nell’accappatoio azzurro caldo di termosifone, mi guarda e mi fa: “In verità”(mi fa ridere quando usa questa espressione) io non vorrei proprio lasciarti mai, ma voglio anche mia sorella. E’ questo il problema sai?”

Ci penseremo Paoling, ma adesso asciughiamoci i capelli, leggiamo una bella favola e andiamo a nanna.

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