L’affido è un contagio, ci hanno spiegato ad uno dei primi incontri di gruppo l’anno scorso. Fare affido vuol dire anche far vedere alle persone che è una cosa normale e fattibile, anche se non facile, e soprattutto far vedere che questi bimbi non sono extraterrestri ma semplicemente bimbi, e che la differenza tra loro e un bimbo adottabile sta in questioni legali della loro famiglia, non in loro.

Mi ha colpito ieri la domanda della mamma di una sua amichetta, molto gentile, che l’aveva invitata a giocare a casa nel pomeriggio. Questa ragazza, lei stessa adottata quasi alla nascita, mi ha chiesto se i bimbi in affido sono diversi da quelli adottivi. Mi ha colpito si, ma mi ha anche fatto pensare che grazie a questa sua strana idea e a questo dubbio espresso ora ne sa un po’ di più.

Intorno a noi, nella nostra piccola comunità di 1000 persone, ci sono sempre molti sguardi, ma è molto bello e rassicurante vedere che sono tutti sguardi caldi e benevoli, e l’atmosfera è molto piacevole.

Chissà che Paoling, con il suo caschetto di capelli neri e la sua vitalità, non faccia venire voglia a qualcuno di aprirsi all’affido. Abbiamo ancora tempo.

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