Lunedì. Si avvicina il momento della visita alla psicologa, e Paoling si fa più agitata.

Non è la prima volta che fa così. La sua psicologa è molto in gamba e le vuole bene, ed andarci le è sempre piaciuto quando era in Comunità, tanto da non voler mai far finire le sedute ma… ma ora è cambiato qualcosa. Secondo me andarci la riporta ad un periodo diverso della sua vita che lei non sa ancora conciliare con questo.

Torno a casa da due ore in ufficio da sola e la trovo tesa, con il Principe che la sgrida perchè ha bagnato tutto lo specchio mentre si lavava le mani per mangiare.

Ci mettiamo a tavola, le dico: “Dai, mangiamo che poi andiamo dalla Magrina (uso il suo nome di battesimo, ma ovviamente qui non si può)”. Lei mi guarda e le scende una lacrima.

Capisco e la prendo per mano, le dico vieni, andiamo nel posto per parlare, che è il mio letto.

Lei si siede, e mentre mi giro a chiudere la porta spara: “Voglio la mamma”. E inizia un pianto disperato.

“Voglio la mamma”. E mi guarda, mi stringe, si aggrappa a me.

Vuole la mamma, ma che mamma vuole questa piccina fantastica e così confusa? Vuole la sua mamma, quella che vorrebbe che fosse, vuole il suo passato diverso, vuole sentirsi attaccata a qualcosa.

E poi vuole solo la mamma, come tutti i bimbi quando sono tristi o stanchi o in difficoltà.

Come sempre inizio a farle le mie domande, quelle che lei aspetta per lasciarsi raccontare.

Ti capisco, piccola, lo so che ti manca la mamma, tranquilla, andremo a vederla presto.

Ti manca tanto? Vorresti vederla? Si.

Vorresti tornare ad abitare con lei? Si.

Succederà, lo sai, potrai tornare da lei quando starà bene, avrà la casa nuova e il lavoro. E il pianto si fa più forte, e si aggrappa a me come non ha mai fatto.

Sento che non è tutto qui. Sento che ha paura.

Vorresti anche stare qui però, vero? Lei tra le lacrime e con la bocca tutta storta e rossa di pianto mi guarda e fa un “Si” che sembra di trionfo.

Le dico di stare tranquilla, che la mamma non la perderà e che io la porterò sempre a trovarla, e che però per un po’ starà da noi, un po’ che vuole dire tanto tempo, e che poi quando tornerà dalla mamma verrà a trovarci.

Lei si calma, questa risposta per ora le va bene.

Mi stringe forte, e la sento, per tre volte, sussurrare “Mamma”.

Le dico tranquilla che presto la vedrai la mamma.

Lei mi guarda e mi dice: “no, tu Mamma”.

La stringo.

Si è alleggerita. Prende la cartellina dei suoi disegni di quando era in conunità e me li fa vedere. Io riconosco nei disegni la mamma e la sorella. Lei mi osserva e sorride.

Poi andiamo dalla Magrina, ma lei non parlerà quasi. Ha già detto tutto, non riesce più a farlo in una certa ora e in un certo momento.

Annunci