Chi legge questo blog la conosce bene, è l’equivalente per noi della fata madrina di Cenerentola, è uno dei personaggi chiave e spesso è arrivata al momento giusto a darci informazioni e conforto.

Fino ad oggi non le avevo detto del blog, non mi sembrava il caso fino ad ora di farglielo sapere, visto come si parla di lei mi sembrava un po’ una sviolinata e tanto quando ci incontravamo con lei le cose glie le raccontavo tutte comunque.

Oggi mi ha scritto, pensavo di farlo io in questi giorni, chiedendo come vanno le cose.

Le ho raccontato un po’ di cose, e lei mi ha consigliato di scrivere sotto forma di diario quello che sta succedendo.

Potevo forse a questo punto non dire del blog a lei, la Cavallona (adesso dovrà perdonarmi del soprannome, ma così alta e slanciata mi è venuto spontaneo!)?

Lascio qui la risposta mia alla sua mail di saluti. Racconta quello che sapete già.

Buongiorno!
Ma che bella sorpresa questa email! Sentivo già da un po’ la mancanza di una chiacchierata con lei!

Noi siamo quasi pronti per iniziare la scuola il 13 settembre, e siamo agli sgoccioli di questo mese (è arrivata “ufficialmente” il 6 agosto) intensissimo passato tutti e 3 insieme.

Paoling è la bimba fantastica di cui ci avevate parlato voi ed i servizi. E’ intelligente, molto allegra, creativa. E’ testarda, ma ha una gran voglia di lasciarsi andare, ed ogni giorno è più facile farla uscire dai musi e dai capricci semplicemente tendendole una mano con un sorriso.

Ci sono stati momenti molto belli, sorrisi e abbracci, ma la cosa davvero forte sono stati gli scontri, i confronti, i pianti, al termine dei quali la vedevamo sollevata, felice, senza paure e tensioni.

Con lei abbiamo parlato di buono e cattivo e di come le persone non siano nè Peter Pan nè Capitan Uncino, ma semplicemente persone, che sbagliano se sono adulti, che fanno i capricci se sono bambini, abbiamo, in una sera caldissima di agosto in cui sudavamo sedute per terra battendo i pugni a terra, affrontato e mandato via il fantasma del “ma se faccio la cattiva mi mandi via?”, abbiamo ascoltato lei raccontare della mamma e della sorella, di giochi pericolosi a saltare sul davanzale della finestra e di film come Profondo Rosso visti a 4 anni.

Facciamo i severi sulle regole, cerchiamo di essere coerenti e di non farci manipolare, perchè in questo lei è molto brava.

Siamo andati all’acquario di Genova, alla Minitalia e a comprare i vestiti caldi per l’autunno per “non avere mai più freddo”, lei ha imparato a nuotare nella nostra piscina e ha tolto le rotelle alla bici. Ha conosciuto i nostri amici e parenti, conquistandoli all’istante, e ha fatto amicizia col figlio piccolo dei nostri amici, che ora impara da lei a fare i salti e a dire le parole.

Abbiamo letto dei libri, cantato e imparato decine di canzoni dello Zecchino D’Oro, disegnato metri e metri di fogli, creato la routine della nanna e del risveglio.

Insomma, un terremoto bello e terribile, con momenti in cui ci siamo chiesti “ma cosa abbiamo fatto” e tanti altri in cui ci è sembrato di essere una famiglia da tanto tempo. Ed è passato solo un mese.

E’ un rapporto che si sta radicando senza fretta, anche da parte mia (io credevo in una botta di colpo di fulmine come succede sempre a me), cosa che mi rende più tranquilla nella gestione di tutto, e credo che questo per Paoling sia un buon posto dove sentirsi tranquilla.

Alla mattina mi dice ogni giorno: ho dormito bene, qui non si fanno brutti sogni. E questo mi sembra una bella cosa.

Quando le parlo mi ascolta, mi guarda dritta negli occhi e anche se la sgrido o se è triste non si chiude più, mi guarda e io le faccio delle piccole domande, lei risponde e arriviamo al punto, a quello che fa male. Poi, come se avessimo tolto una spina, le lacrime vanno via e lei rimane leggera e cinguetta per casa.

Con mio marito fa tante cose: accudiscono i cani, vanno in bici, sui pattini, giocano tanto e lei si è abituata in fretta ad una presenza maschile. Quando eravamo alle giostre, guardandolo dalla ruota panoramica, mi ha detto: “tra tutti i papà che vedo il più bello è lui”.

Ovviamente sia io che lui abbiamo i nostri momenti no, ma siamo insieme e dopo le 10 di sera riusciamo a parlare, a confrontarci, qualche volta io piango un po’ di stanchezza e lui tira fuori i dubbi, e le cose tornano a sorridere.

Adesso aspettiamo il colloquio di domani con la mamma, che ha avuto qualche vicisssitudine con i servizi rispetto alla sorella e che ha quindi saltato l’incontro della scorsa settimana (e recupera domani, così poi abbiamo il prossimo incontro ravvicinato ad una sola settimana, cosa che a me sembra non tanto bella per Paoling). Fino ad ora l’ha vista una sola volta, ed è andato tutto bene, la mamma ha giocato con lei e lei è tornata da noi allegra e serena, ha detto “si tutto bene ma ora torniamo a casa”. Parla molto della sorella, ma parla anche della mamma quando racconta le cose che faceva, anche se non ne parla in modo diverso da quanto non faccia rispetto alle bimbe che conosceva in comunità e che fanno parte del suo passato.

Paoling vuole vedere la mamma, ma insieme alla Magrina abbiamo capito che lei vuole anche essere rassicurata sul fatto che rimarrà da noi per un po’ e che il momento eventuale di ritorno dalla mamma è ancora lontano, anche se possibile.

Insomma, siamo qui e siamo all’inizio di una strada complicata, difficile ma con un gran bel panorama.

Grazie mille della mail, si vede che avevo bisogno di parlare con lei? 🙂

Annunci