Oggi abbiamo provato per la prima volta a lasciare Paoling un paio d’ore da qualcuno.

Ovviamente l’unico candidato possibile è mia mamma, con cui lei ha dimostrato di essere in sintonia e che aveva preparato come sorpresa un abito da sirenetta cucito apposta per l’occasione.

E’ andato tutto bene, e finalmente io e il Principe siamo stati un po’ da soli in casa.

Nel pomeriggio, ecco la bufera.

Siamo fuori in giardino, a bordo piscina.

Come sempre lei è impaziente di entrare, ma tocca appena, e sulle punte, e fino a domenica scorsa andava solo col salvagente, quindi oggi che era senza niente le abbiamo chiesto di aspettare quei 30 secondi che uno di noi entrasse in acqua con lei.

Niente da fare. Mi giro appena e la sento scivolare in acqua.

Le dico che deve ascoltare, perchè l’acqua è pericolosa e lei è piccola, e quindi prima di entrare doveva aspettare il permesso.

La avviso che alla prossima volta in cui disubbidisce in questo modo uscirà dall’acqua.

Lei mi dice: guarda il mio tuffo.

Le dico: per tuffarti aspetta me. Sto togliendo il pareo e le ciabatte per entrare in acqua.

Il bimbo vicino di casa dalla finestra mi chiede se può venire. Mi giro verso di lui, gli dico: certo, vieni ti aspettiamo!

Sento : SPLASH

Vedo lei che ride.

Le dico di uscire.

Diciamo al bimbo che purtroppo oggi non si fa il bagno, che ci dispiace ma Paoling è in castigo.

Ci sediamo con lei sulle sdraio e le spieghiamo il perchè di questa uscita.

Le diciamo di come sia importante ascoltare i grandi specialmente sulle questioni come l’acqua, o come l’andare per strada.

E’ uno dei suoi problemi l’essere spericolata, ce l’avevano detto anche in comunità, e  per questo è ancora più importante farle capire che deve ascoltarci.

Lei, mortificata, e anche arrabbiata per il bagno mancato, si chiude tutta nell’asciugamano di Hello Kitty con la testa bassa e non dice una parola. Ma so che sta ascoltando.

La sua tentazione è di fare casino, di peggiorare ancora le cose, lo so perchè ormai la conosco.

Per questo scuote la testa quando le dico che il bagno lo faremo domani, se si comporterà bene.

La prendo in braccio e la porto dentro, come sempre si fa prendere da me con facilità, mi abbraccia, inizia a piangere.

La porto sul mio letto, dove di solito io e lei ci spieghiamo bene nei momenti difficili.

Le ripeto tutta la spiegazione, le faccio notare che sono accanto a lei, che non la lascio da sola, ma che deve capire perchè è importante.

La invito ad andare a fare la doccia, lei continua a stare con le braccia sul viso, e non vuole toglierle.

Apro l’acqua della doccia,poi le dico dolcemente che io ho tempo e pazienza, e che posso aspettare anche delle ore, ma che lei dovrà togliere le mani dal viso e lavarsi bene, e che se lo fa subito avremo ancora il tempo di fare un giro in bici, mangiare da Bombolo e guardare i cartoni.

Le do la via di uscita, le dico di voltarsi e che conterò fino a 40, e che quando è pronta può venire sotto la doccia.

Come al solito funziona, e dopo qualche istante lei è allegra e spensierata di nuovo.

La punizione avrà il suo effetto, domani si ricorderà di questo, ma non si è sentita abbandonata, non si è sentita messa da parte o indicata come cattiva. Per chi di voi ha letto i post precedenti sarà chiaro perchè è così importante questo.

Stasera è andata a dormire felice.

E anche io.

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