Oggi dovevamo andare al cinema perchè pioveva, e non si poteva fare il picnic. Ci dovevamo incontrare fuori dall’uffficio della Magrina.

Ma oggi era il giorno di incontro con la mamma, e dopo la giornata bellissima di ieri qualcosa ha fatto crack.

Quando l’hanno presa stamattina l’assistente sociale e l’educatore di luogo neutro era agitata, nervosa. Vestita con i suoi vestiti soliti, non quelli nuovi, era tesa, ed in macchina ha vomitato.

Sempre nervosa, anche se l’incontro è andato bene, quando ci ha visti fuori dall’ufficio della Magrina è scappata via, e non voleva tornare.

La sentivamo parlare piano, e onestamente quando le ho sentito dire “ho paura di loro” ho sentito come una fitta al cuore.

Questa piccola grande Paoling, questa fanciullina dolce che si porta il peso della mamma triste, si sente in colpa se sta bene con noi, e oggi non ha avuto modo e tempo di chiudere il momento mamma e aprire il nostro.

“Voglio andare in montagna a cambiarmi”. Ecco il segno.
Ma non voleva venire con noi, voleva l’assistente sociale che l’aveva presa la mattina.

Alla fine è venuta con noi l’assistente, anche se appena salita in macchina Paoling ha cominciato di nuovo a sorriderci e a cantare, come gli altri giorni.

Prima di lasciarci la Magrina mi fa segno di guardare Paoling: sta stringendo al petto lo zainetto rosa e bianco. La Magrina sorride: poco prima ci ha detto di aver capito di aver fatto un errore, e che la piccola aveva bisogno di più spazio tra la mamma e noi.

In macchina si canta, noi e l’AS, Paoling si unisce al coro, ride, racconta della giornata di ieri, di nuovo tutto normale.

Prendo un biglietto del parcheggio, ci disegno un cuore e lo arrotolo, poi glie lo passo. Lei lo guarda e sorride.

Arrivati in montagna vuole correre a cambiarsi, scarpe e vestito e maglia, vuole mettere le cose nuove, vuole essere di nuovo pronta per noi. In mano stringe il mio bigliettino col cuore, ci gioca, lo srotola, lo mette davanti alla bocca. Ma non lo molla.

Decidiamo di lasciarla un po’ in pace, di farle passare l’ultimo giorno con gli altri bimbi e lasciarle i suoi addii.

L’AS le ricorda che domani verrà con noi e rimarrà a dormire, e lei dice “si si”, racconta anche del suo pigiama nuovo. Le viene comunicato il nuovo giorno di colloquio con la mamma.

Poi la salutiamo, non vuole darci un bacio allora le diciamo che ce lo daremo tra di noi, ma che non è la stessa cosa. Lei ci guarda curiosa.

La salutiamo, e lei ci viene dietro fin sulla porta, ci tiene lì, ci risaluta.

Povera Paoling, quanto peso su quelle spalle.
Ma adesso ci siamo noi.

Stasera siamo sereni, abbiamo visto in faccia uno dei problemi, e siamo pronti a starle vicino in tutti i momenti, quelli allegri e questi qua.

Oggi era nuvoloso, chissà domani: speriamo splenda il sole.

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