Questa sera siamo andati a salutare i bimbi della comunità in cui abbiamo fatto i volontari. Siamo andati a dire loro che non potremo andare per un po’ e a spiegare il perchè.

Con qualcuno è stato facile, i grandi già lo sapevano, e per L., 12 anni ed un affido nel prossimo futuro, è stato importante parlare con noi che siamo “dall’altra parte” e sapere come ci sentiamo, sentire il racconto dei colloqui e della selezione, e sapere che non c’è il rischio che “la famiglia si stufi e rimandi indietro il bambino”.

Le piccine invece… tutta un’altra storia.

Ci sono state appiccicate tutta la sera, abbracciate, sorrisi dolci ed entusiasmo. “Quando veniamo a casa vostra?” “Sabato possiamo dormire da voi?”. Sapevo che oggi hanno visto la mamma, e sapevo che S., la più grande, era un po’ triste. Si è accoccolata in braccio, le ho ricordato che è la bimba più bella del mondo, e lei ha sorriso, il suo solito sorriso un po’ amaro, quello che va a toccare un angolo del mio cuore dove c’è solo lei.

La piccina, M, era felice, saltava, rumorosa come al solito, e dolcissima nel suo essere ruffiana e sfrontata.

Ci siamo seduti tutti insieme al tavolo, abbiamo mangiato il gelato e poi noi abbiamo raccontato dell’affido. Io ero seduta tra S.e M., e ho sentito S. irrigidirsi. Abbiamo spiegato che non era stata nostra la scelta, e che non si può scegliere chi prendere in affido.

Ho accarezzato la schiena di S. dolcemente, come facciamo sempre, e lei si è avvicinata, è venuta sempre più vicino, e io le ho dato un bacio sulla testa tenendola stretta. E’ stato un momento davvero struggente. Sapevo cosa stava pensando, sapevo qual’era la domanda che si stava facendo.

Poco dopo, seduta sul divano insieme a L, gli raccontavo della selezione per l’affido, dei colloqui, e di come sarebbe stata emozionata la famiglia scelta per lui al momento dell’incontro, e S. si avvicina e viene in braccio a me. Anche la Principessa, di 8 anni, viene lì vicino.

Allora ripeto a tutti che la scelta non è stata nostra, e S. mi guarda, con i suoi 7 anni di intelligenza acuta e mi fa: “ma io non pensavo mica quello”. Allora le sorrido, e lei nell’orecchio mi dice: “Ma se avessi potuto scegliere cosa avresti fatto?”.

Mi hanno detto che bisogna dire sempre la verità ai bambini, e non ho potuto fare altro, perchè lei di quella verità aveva bisogno: “Lo sai S. che cosa avremmo scelto, lo sai che avremmo voluto te”. Lei ha sorriso, gli occhi bagnati.

Poi era ora di andare a dormire, e lei è scappata in bagno prima di venire a salutarci. L’ho stretta forte, le ho detto “ricordati sempre che sei la bimba più bella del mondo, te lo dico io, e io lo so”. Lei ha sorriso, questa volta di gioia.

Ha salutato il Principe, ed è andata a dormire.

Ovviamente ho pianto molto in macchina. Paoling è meravigliosa, e siamo davvero felici di averla incontrata, ma S. e M. avranno sempre il loro posto nel nostro cuore.

Siamo rimasti d’accordo con i bimbi che per Natale ci rivedremo.

Quando siamo usciti, l’educatrice che aveva appena messo a letto M. mi ha raccontato che le sue ultime parole sono state “Domani è Natale?”.

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