Ci vorrebbero righe e righe per descrivere la giornata di oggi. Più che altro sono momenti, tanti e diversi, ma mi riempiono ancora occhi, orecchie, braccia e cuore.

Il sorriso smagliante quando l’abbiamo vista stamattina, tutta vestita e pronta e già proiettata a casa.

La gioia con cui ha salutato i cani.

Il momento in cui si mi ha aiutato a mettere nei cassetti la sua roba che ha iniziato a portare qui.

Il suo abbraccio nell’acqua.

Il momento in cui si è fatta accompagnare da me a togliersi il costume e poi è uscita dalla porta chiudendola e dicendomi : adesso ti lascio da sola così ti puoi cambiare.

La sua frase gridata mentre saliva le scale: “vado in camera miaaaaa”.

Il capriccio a tavola: “mi fa schifo il salmone”. il Principe: “proviamo a metterci il sale?”. Paoling assaggia e decide che le piace. E poi fa bene al cervello.

Il suo sguardo compiaciuto quando le ho spiegato che anche noi, come Cocco e Drilli, siamo innamorati.

Le diecimila volte che mi ha fatto cantare “Volevo un gatto nero”, per impararne le parole.

Il momento in cui mi ha praticamente recitato la poesia scritta sul muro della sua stanza, avendola imparata solo facendocela leggere un pò di volte in questi due giorni.

Lei seduta sul water che fa la cacca, e guarda il contenuto di un mio cestino in bagno, che credevo contenesse solo mollette ed elastici per i capelli, e chiede “cos’è questo?” riferita ad un assorbente. Il fatto è che Paoling non è una a cui puoi dire solo che è una cosa da grandi, e quindi evviva ecco la prima spiegazione complicata della nostra storia di mamma e figlia. 🙂

I baci al momento del saluto, gli abbracci, il suo sguardo, la gioia, la voglia di vederla ancora.

La mia, la nostra bambina.

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