Ieri è stato il vero primo giorno.

Siamo andati a prenderla in anticipo di 15 minuti, e lei era già pronta fuori dall’ascensore, tutta allegra e con gli occhi accesi.

In macchina faceva domande su tutto, cos’è un’autostrada, chi era il faraone, con il suo modo stupito e affamato allo stesso tempo, con la voglia di capire e la capacità di non lasciar passare nulla di quello che sente e che non conosce.

“Non riesco a tenere i minuti! Quando arriviamo?” le sentiamo dire continuamente.

Allora propongo di cantare, perchè così il tempo passa più in fretta. Lei accetta, ma rilancia: “Canta tu qualcosa”. Penso e ripenso ma non mi viene nulla. Poi mi ricordo della canzone preferita del mio amico Bombolo, quello che ha meno di 1 anno e mezzo ed è capace perfino di vestirsi quasi da solo, e comincio a cantare:

Lei non mi lascia neanche finire il primo verso, ed attacca con me. Ha una voce cristallina, bellissima, molto intonata e capace di andare a tempo. Non smette più di cantare, intona canzoncine di ogni tipo, e la strada si fa breve: siamo arrivati.

I nostri cagnoni le fanno paura, è ritrosa perfino davanti al piccolo Gigi, nome di fantasia anche il suo, che arriva appena a toccarle un piede mentre lei entra in braccio al Principe. Le fanno paura, ma lei non vuole che glie ne facciano, e allora si butta subito, fa entrare Gigi e comincia ad accarezzarlo. Lo porta con sè nell’esplorazione della casa, attraverso tutti gli “oooohhh, che meraviglia”, da quello per la grande vasca da bagno, per le pareti azzurre della stanza, per il borsone di hello kitty che le servirà per portare le sue cose qui, per la filastrocca di Rodari scritta sul muro della sua camera (glie ne avevamo parlato e allora appena arrivata l’ha cercato), per la piscina in giardino, per le porte-finestra da cui si vedono i cani fuori… una serie di meraviglie che la fanno apparire ancora più dolce, questa nanetta agitatissima e palesemente felice…

Ha poi scelto il colore degli asciugamani che vuole per sè, sia nel bagno sopra che in quello sotto, e li abbiamo appesi accanto ai nostri (“Io vicino al tuooo!”). Lei e il Principe hanno pulito la piscina, e lei palesemente cercava ogni scusa per buttarsi, ed hanno sistemato tutta la casa delle bambole mentre io cucinavo. Eh si, perchè ha voluto fermarsi a cena, abbiamo chiamato in comunità per avvisare e così abbiamo potuto apparecchiare la tavola e mangiare per la prima volta insieme.

All’ora di andare via, il suo capriccio sdraiata sul letto a castello è stato rassicurante: “ma io voglio dormire qui!!! ma perchè non posso restare?”, così come lo è stato: “ma dov’è il mio spazzolino?” esclamato appena è entrata nel bagno.

Saliti in macchina, comunque all’orario prestabilito e dopo aver dato un bacio sulla groppa di ogni cane, era tutto un programmare la prossima giornata a casa: “allora, al mattino vengo qui con la macchina, poi salutiamo i cani, giochiamo e poi prepariamo la pizza insieme. Poi mangiamo, facciamo un piiiiiiiicolissimo riposino e poi facciamo un bagno in piscina lunghisssssimo. Poi mangiamo il gelato, e poi facciamo una gara di corsa di cani con me in groppa a Melania (la cagnona nera, anche questo nome di fantasia…), poi cuciniamo e poi mangiamo”

In mezzo a tutto questo sentiamo un “sono stata proprio bene oggi”, che ci scalda il cuore.

Poi comincia a farci domande: cosa farete ora quando tornate a casa? posso avere un paio di ciabattine per quando vengo? cosa si impara a scuola? cosa vuol dire fare i calcoli?

Allora succede una cosa dolcissima: il Principe le insegna a contare con le dita, e lei prende la cosa davvero sul serio. Dopo qualche tentativo fatto insieme con le mie dita a fare da supporti per i conti, inizia a volerlo fare lei, e conta, concentratissima. Quanto fa 2 più 3? “Cinqueee”, e cinque più cinque? “Dieciiii”, sempre più galvanizzata da questo successo.

Poi è lei a farci mille domande, e quando ci chiede: quanto fa 9 più 10, più 20, più lampada? scoppiamo tutti a ridere.

E’ stato davvero il primo giorno della nostra famiglia.

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