C’è un prima in questa storia, un prima che si ferma sulla terrazza della Comunità, con noi due tesissimi e col cuore in gola, che sentiamo i passi e la porta aprirsi.

E’ un prima molto lungo, fatto di mesi di attese, di pensieri, immagini.

Ieri siamo stati dai Servizi prima di incontrarla, per capire come fosse la situazione attuale con la mamma.

La sua mamma non ha preso bene la notizia dell’affido, e questo era immaginabile. Non l’ha presa bene tanto che al colloquio avuto solo l’altro ieri con lei ha deciso di dirle che la Magrina, la sua psicologa di cui Paoling si fida, aveva deciso che lei non avrebbe mai più potuto vedere la sua mamma e che sarebbe andata in un’altra famiglia.

Paoling ha pianto, terrorizzata di perdere anche quel poco di famiglia che ha.

Ieri mattina la sua dolce educatrice, che noi per una somiglianza fisica con un certo personaggio Disney chiameremo Nocciola, una donna molto in gamba e molto importante per Paoling, l’ha convinta ad andare dalla Magrina, che le ha spiegato che quanto le aveva detto la mamma non è vero, e che lei non perderà la sua mamma, ma che ci sono una mamma e un papà che si occuperanno di lei, che saranno tutti per lei, finchè la mamma non avrà trovato un lavoro, cambiato casa, cose per cui ci vorrà del tempo.

La Magrina ha poi detto che lei conosce questi genitori, che ha parlato con loro molte volte, e ha chiesto a Paoling se volesse sapere qualcosa di loro. Prima la piccola ha risposto di no, ma poi con un gran sorriso “da un lato all’altro della faccia”, dice la Magrina, ha detto di si. Così ha saputo come siamo fatti, il colore degli occhi, dei capelli. Ha saputo anche i nostri nomi.

Poi la Magrina le ha chiesto se avesse voglia di conoscerci già ieri pomeriggio, e lei ha detto si.

Hanno poi fatto entrare Nocciola, e Paoling si è seduta dal lato della psicologa, ed insieme hanno raccontato a Nocciola di noi, e quando la Magrina ha detto “ci sono due persone…”, Paoling l’ha interrotta dicendo lei i nostri nomi.

Questo il racconto che ci hanno fatto ieri i servizi, ed è stato tutto un incasinarsi di emozioni diverse, dalla pena per il modo in cui la bimba ha saputo dell’affido, alla preoccupazione per come si potrà gestire questa mamma, che innegabilmente sta soffrendo molto ma che non controlla le sue manifestazioni, alla dolcezza per quel gesto di Paoling di dire i nostri nomi, come se fossero già una cosa sua.

Ha anche voluto, alla fine dell’incontro, vedere i suoi disegni di quando era piccola, conservati nella cartellina della Magrina, e ripercorrere così tutto il suo percorso, proprio come si fa alla vigilia di un grande cambiamento.

Siamo andati poi, sempre più emozionati, in Comunità.

Suoniamo alla porta, ci apre un vecchietto in pantaloncini corti, poi arriva una vecchina minuta e un po’ traballante. Per terra, pigrissimo, un collie arancio e bianco, che gira appena la testa verso di noi. L’ambiente è buio, e le persone che vediamo sono tutte anziane. Pensiamo di aver sbagliato indirizzo, questa è senz’altro Villa Arzilla, non la comunità dei bimbi.

La vecchina però ci fa accomodare in una stanzetta minuscola, arredata come una cucina anni ’60, con tanto di tovaglia di pizzo sul tavolo rotondo coperta da un telo di plastica trasparente.

Dopo poco arriva Nocciola. Abituati alle scattanti educatrici della comunità che conosciamo, Nocciola ci sembra decisamente fuori standard. Quasi completamente senza denti, avanti con l’età, è una signora però molto gentile, e comincia a parlarci di Paoling, del suo carattere, delle sue capacità, di cosa le piace…

Ci dice che Paoling è stata appena svegliata dal riposino del pomeriggio ed è molto frastornata, un po’ capricciosa, e ci accompagna in mansarda, l’unico pezzo di casa che abbiamo visto che sia davvero immaginabile per dei bimbi, piena di giochi e con un terrazzo luminoso.

Ed è qui che si ferma il prima, nell’attico di Villa Arzilla, col cuore che batte a mille.

Entra lei, ma sta piangendo. Piange, ma si vede subito che non è il pianto sconsolato di S., quello che viene da un pezzo strappato dell’anima, è il pianto di una bimba che non ha voglia di alzarsi, e che si ricorda vagamente che questo incontro però è anche un po’ strano, e lei ha tanto sonno…

Ci sediamo su una piccola panchina mentre Nocciola prova a consolarla. Mi sporgo a darle un fazzoletto.

Niente sembra funzionare, ma quando Nocciola le chiede se vuole andare in terrazzo a vedere la piscina lei dice si con la testa, e alla domanda se vuole che noi andiamo con lei annuisce di nuovo.

Capiamo che non è verso di noi questo suo pianto.

Allora provo a mostrarle lo zainetto che le abbiamo portato, è quello bianco e rosa con le farfalle che ho fatto proprio pensando a lei. Glie lo dico, e aggiungo che sapendo che lei è una grande artista, dentro lo zainetto ci sono dei colori e dei fogli. Lo prende, ed insieme andiamo al tavolino. Lei non fa nulla però.

Noi ci presentiamo a lei, dandole la mano, che lei accetta con un timido sorriso.

Allora Nocciola dice di voler andare a prendere un disegno di Hello Kitty fatto da Paoling la mattina, ed esce dalla stanza.

Appena uscita Nocciola, Paoling fa una cosa che non ci aspettavamo. Ci guarda, e sorride.

Allora io propongo di fare un disegno insieme: io disegno lo stelo di un fiore, il Principe aggiunge una foglia e lei… con un rosa intenso fa un bellissimo tulipano. Le dico che i tulipani sono i miei fiori preferiti, mi fa un sorriso che non dimenticherò mai.

Poi parliamo dei nostri cani, le descrivo il Misterbrown, il nanetto di casa, e lei sorride. Le dico che sono quattro, e lei subito disegna un 4 sul foglio bianco. Poi altri numeri… è partita, e comincia ad usare tutti i colori, e disegna, ispirata, lasciando cadere sul tavolino la matita appena usata con un rumore secco, prendendone subito un altro con entusiasmo.

Disegna benissimo, con tanti dettagli.

Fa una barca, su un mare scuro, con una bandiera allegra sul ponte, una bandiera a fiori. Poi dice “il guidante!!!” come se si fosse dimenticata di qualcosa, io le dico “ah, il timone” e lei mi sorride e mi guarda con approvazione. Le suggerisco di dare un nome a questa bella barca, e lei scrive il suo sullo scafo di legno, finendo con un altro sorriso.

Il Principe, delicato e forte come sempre, suscita in lei gli stessi sguardi, sempre più aperti.

Ci mostra il disegno di Hello Kitty portato da Nocciola. Effettivamente è molto bello, la gattina è vestita con un abito multicolore pieno di dettagli, e nella stanza Paoling ha disegnato l’armadio, con tutti i vestiti appesi, una dispensa con frutta e cose da mangiare, una televisione e poi… una strana cosa, che sembra un quadro messo in prospettiva, sopra la televisione. Raffigura una macchina, sotto un cielo notturno con una stella e la luna.

Tutti e tre noi adulti proviamo a capire cosa sia, anche Nocciola chiede, ma lei non risponde. Ci guarda, poi vedo che ci sono dei pulsanti sullo strano quadro, e li riconosco: è una Play Station. Provo a dirlo, e lei si illumina! Prova superata! 🙂

Il Principe le chiede se si ricorda i nostri nomi, e lei, sempre sorridendo, un po’ timida, li dice entrambi.

Poi fa vedere sul foglio di saper scrivere le lettere che servono per i nostri nomi, ma alla richiesta del Principe di scriverli lei si rifiuta, e scrive invece il nome della sorella, e poi scrive Mamma. Eccola là, che ci sta dicendo che loro ci sono, che non possiamo arrivare qui e fare finta di niente. Noi le diciamo brava, le diciamo che sappiamo chi è che porta quel bel nome, che è sua sorella, e lei appare contenta, come se fosse una conferma di quanto le ha detto la dottoressa, che noi da tanto tempo parliamo con i servizi di lei.

Paoling aveva preparato un puzzle da fare con noi. Immancabilmente il soggetto era Hello Kitty, 300 pezzi da mettere insieme, ed abbiamo lavorato insieme per un bel po’, tutti e tre, con lei che ci guardava, quando non vista, come a volerci studiare.

L’incontro è durato più dell’ora prevista, e alla fine Nocciola ha chiesto: li rivedremo loro due? e lei ha detto si.

Prima di scendere, ha preso lo zainetto e l’ha indossato, ed è scesa tutta felice mostrandolo all’educatrice che ci attendeva in fondo alle scale.

L’abbiamo salutata, e Nocciola le ha detto: non dai loro un bacino? lei prontissima è venuta saltellando da tutti e due e ci ha dato un bacio a testa.

Meravigliosa Paoling.

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