Venerdì non ho resistito, ed ho telefonato.

Ho chiamato chi sapevo essere disponibile a parlarci, chi ci ha dato ascolto fino ad ora. Sarà un po’ da pazzi chiamare un servizio sociale per sapere cosa ha intenzione di fare un altro, ma mi sembrava l’unico modo per uscire dall’attesa e dal silenzio.

Ed infatti ho trovato aiuto. Anzi, molto di più.

Poco importa se ho dovuto aspettare 24 ore, perchè lei, la Cavallona, mi ha chiesto di potermi richiamare il giorno dopo per parlare con calma. La chiamiamo così solo perchè è alta, snella e dal portamento elegante, ed è una donna eccezionale: acolta con attenzione, ti parla, sembra guidarti ed ha dei modi professionali ma anche molto affettuosi.

La telefonata è arrivata a mezzogiorno in punto, ed io ero in giro per il paese per la giornata di pulizie delle rive e delle piazzole. Ho iniziato a camminare su un argine del canale di irrigazione, con il telefono in mano, ascoltandola mentre diceva che ci avrebbero richiamati dal nostro servizio in settimana per chiederci la disponibilità all’affido delle bimbe.

Abbiamo parlato molto, lei ci ha dato consigli, avvertenze, considerazioni.

Sono ancora stravolta, ora si aspetta.

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