Non ho scritto subito, non ero in grado.

Lunedì l’incontro in cui ci viene detto che siamo in valutazione per l’affido delle bimbe, nel nostro servizio sociale.

Martedì l’incontro finale del servizio della grande città, in cui oltre a bellissime parole ci viene detto che hanno in mente un abbinamento.

Lacrime, indecisione. Difficile capire cosa fare.

Le parole di chi ci ha accompagnato per mesi, altre parole di chi le bimbe le conosce davvero, e dall’altra parte l’emozione, il desiderio di credere che volere loro bene basterà, e di credere che è da noi che stanno per arrivare.

Tutto troppo complicato per descriverlo, anche qui ed ora.

Da un lato ci sono loro due, le bimbe che da mesi sono al centro del cuore, in una situazione difficile, con dei servizi assenti, che per mesi ci hanno ignorati e ora rispuntano, senza però far capire se davvero hanno in mente di provare a capire chi siamo noi o se soltanto vogliono far vedere che l0 hanno fatto.

Dall’altro c’è la struttura che ci ha ascoltato, accolto, provato a capire, che ha speso tempo e risorse per valutarci e conoscerci, e che ha pensato ad abbinarci con qualcuno che loro conoscono già, un bambino (o bambina, non lo sappiamo) che loro hanno identificato in base a quello che noi potremmo dare a lui.

Quale strada percorrere?

Io lo so qual’è quella giusta, come l’ho sempre sentito tutte le volte in cui ho dovuto decidere qualcosa di grosso ed importante. Lo sento qualè quella giusta.

Ora insieme al Principe dovremo capire e decidere, prima che lo facciano altri per noi.

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