Domenica mattina. L’albero acceso, i doni già tutti in posizione, dopo il caffè mi godo un po’ di tranquillità mentre il Principe dorme e prendo in mano ago e filo da ricamo per finire i regali per i bimbi. A questo bucolico quadretto aggiungo un po’ di tecnologia, così metto su il video del documentario BBC sugli animali in via di estinzione che mio fratello mi ha scaricato.

Siamo in Africa, precisamente in un’isoletta dove vivono protetti gli scimpanzè. La direttrice del centro mostra alcuni piccoli che sono stati salvati in territori di bracconaggio, orfani e feriti. Hanno trascorso un periodo di riabilitazione ma ora viene la parte più difficile: il primo incontro con gli adulti, a loro sconosciuti, che vivono nel parco. Molto spesso i piccoli vengono aggrediti dagli adulti che non conoscono, o quando va bene ignorati, cosa che li mette comunque a rischio.

Col fiato sospeso vengono aperte le recinzioni, e i due piccini fanno qualche passo, mentre due grandi esemplari adulti corrono loro incontro. Si teme il peggio, ma ecco che la natura regala uno spettacolo inaspettato: un primo adulto arrivato dal piccolo gli da un buffetto sulla testa, poi lo abbraccia, mentre l’altro si rotola nel prato insieme al piccolo rimasto. La scena prosegue per alcuni minuti, poi tutti e 4 si allontanano insieme.

Io rimango lì con le lacrime che scendono, mentre anche i giornalisi e la direttrice del centro sullo schermo sorridono pieni di emozione. Impossibile non pensare a quanto di umano c’è in quel momento, mentre poi mille pensieri disordinati si affollano: è l’uomo che ha messo a rischio la vita dei piccoli con la caccia indiscriminata, gli scimpanzè sono nostri parenti strettissimi ma non sono certo umani, penso alla scena diversa di quando i piccoli non vengono accettati ma aggrediti… ma su tutto penso che è bello quando qualcuno considera i bambini “figli del mondo” e corre semplicemente loro incontro per giocare e proteggerli, come ho visto fare oggi.

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