Il titolo mi è venuto mentre in macchina, dopo l’incontro di oggi con l’assistente sociale a Xxxxxx, attraversavamo la città guardando la gente. It’s over, è finita, è dietro le spalle.

La settimana passata, avvolta da una nebbia fitta e bianchissima, è sfociata in una mattina di sole splendente, e così è stato per me. Ho covato, ho tremato, ho anche somatizzato, ma oggi il passato è venuto fuori in quella stanzetta gialla piena di disegni di bimbi alle pareti e lo ha fatto senza traumi e intoppi e senza estrarre artigli con cui aggrapparsi nell’uscita.

La verità è che io sono andata oltre già da tempo con la mia vita. Quando era ora le mie scelte sono state diverse dalle loro, e attraverso molti bivi sono arrivata fino a qui, insieme al Principe e alle altre persone che mi vogliono bene.

I miei genitori sono così, e io sono anche il frutto positivo di tante loro positività, ma sono anche state creature egoiste nei fatti, e continuano ad esserlo. Non posso e non voglio escluderli dalla mia vita, non voglio e non posso nemmeno lasciarli fare: insieme a mio fratello abbiamo provato a creare un equilibrio e nuovi rapporti.

Tutto questo è emerso oggi, e ora si volta pagina nel percorso: il prossimo incontro, l’ultimo con lei, sarà dedicato a noi, al nostro stare insieme, al nostro progetto familiare.

E su questo non ci sono spine, solo rose. E, visto che sono rose, fioriranno 🙂

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