Un mio amico, uno di quei regali che la vita ti fa spesso travestendoli da compagni di classe al liceo, mi ha scritto che leggendo il blog arriva, forte e pesante, un’aria piena della mia tristezza. Mi sono accorta che è vero, fino ad ora ho scritto di desideri mancati, di famiglie fredde o calde bollenti e di paure o frustrazioni. Perfino il mio adorato amico Bombolo, che ogni giorno mi regala sorrisi ed è stato capace di farsi amare in un modo viscerale e per me fino ad ora sconosciuto, l’ho raccontato con una vena malinconica in rapporto a chi non è stato così fortunato.

E invece la mia vita non è mica triste. La mia vita, quella di tutti i giorni, non solo l’idea che ne ho. Il quotidiano a casa Principe è allegro e leggero. Le parole fra di noi sono piene di amore, ricordato tutti i giorni ed espresso anche nei gesti. Il sorriso è normale nei dialoghi, la familiarità e la consuetudine non dimenticano gentilezza e attenzioni.

L’amore è entrato nella mia vita sotto le sembianze di questo ragazzo straordinario e così diverso da me, e mi ha insegnato tantissime cose, e mi regala, ogni sera dalla prima in cui è rimasto a dormire in questa mia casa, finalmente diventata tale, il pensiero (giuro, succede ogni sera da quasi 3 anni) “che fortuna addormentarmi vicino a lui”. E’ ingenuo, ma è il pensiero che ho.

Ho letto tanti anni fa in Va’ dove ti porta il cuore, famoso e sopravvalutato, che la felicità è una cosa che si può raggiungere abbastanza facilmente, ma la gioia è altra cosa, ed è più difficile. Ecco, la gioia. C’è gioia in questa casa.

E’ vero che c’è anche tutto il resto, ci sono i sogni, le paure, c’è la vita.

Ma, per la prima volta da quando respiro, nonostante i desideri e le speranze, c’è il rassicurante, dolce e caldo pensiero che se non cambiasse nulla da qui in avanti in questa nostra vita, andrebbe bene così.

Annunci