Il mio amico Bombolo ha compiuto da poco 8 mesi. E’ carino, con gli occhi vispi che sembrano disegnati per un cartone animato, come delle nocciole appuntite ai lati, che guardano attentamente tutto quello che gli succede intorno. Ha i capelli biondi, tagliati corti dalla sua mamma, che stanno diventando sempre più folti man mano che passano i mesi.

Il mio amico Bombolo ha due guancione piene da sbaciucchiare, un nasino piccolo e due grandi orecchiotte morbide, un po’ a sventola, che lo rendono ancora più bello. Ha le man grandi e sempre sbavate, e il segno dell’abbronzatura di quest’estate nell’incavo dei polsi, perchè la le braccine cicciotte e il sole lì non ci arrivava.

Il mio amico Bombolo è molto atletico e sa già camminare. Per ora lo fa nel girello o se gli dai le dita a cui attaccarsi, ma non manca molto a quando riuscirà da solo. Ha le gambette forti e dei bei piedini veloci. Io lo chiamo Bombolo perchè è bello tondetto, ma lui è alto e tonico e non è mica un vero Bombolo.

Il mio amico Bombolo ha il sorriso più bello del mondo, ed è già felice la mattina quando si alza. Quando vede la mamma e il papà cinguetta tutto allegro e fa degli strani suoni insipirando l’aria, che per lui è sicuramente un “ciao come va?”. Di capricci ne fa pochi, e quando ci prova non viene assecondato, così magari si stufa subito.

Il mio amico Bombolo è un bambino fortunato, non ha paura e non ha fame, e non ha freddo, o se qualche volta ha un pochino di qualcuna di queste tre cose c’è subito vicino a lui una mamma o un papà che glie li fanno andare via. Nessuno urla intorno a lui, e così non avrà il problema di pensare che sia colpa sua. Il suo sorriso dolcissimo e allegro è come una canzone, che parla del mondo come lo conosce lui: bello e facile, dove gli adulti che conosci sono tutti amici e ti puoi fidare.

Da quando è nato Bombolo ci penso spesso a quanto contano questi primi mesi, a quanto sia importante per un piccolo avere una famiglia come la sua. Nonostante i problemi che abbiamo avuto dopo in famiglia, la partenza di Bombolo è stata un po’ come la mia quando ero piccola, e so di essere stata fortunata anche io. In questi mesi di riflessione sull’affido ho pensato tante volte a quanti bimbi non hanno la stessa buona sorte.

Nella mia mente i figli che avrei avuto sono sempre stati come Bombolo: perfetti, dolci, intelligenti, tu li tratti bene e pensi a loro e ti comporti bene e loro reagiscono bene, come in un’equazione con un risultato sempre intero.

La mia idea di maternità è cambiata, recentemente. Saranno stati i pensieri sull’affido, le letture, sarà che qualcosa dentro di me si è trasformato, ma ora penso ai figli (e parlo di figli in tutti i sensi e modi possibili) come persone che sono come sono, a cui devi pensare, con cui devi comportarti bene e che devi immaginare e sognare nei loro possibili futuri per aiutarli a realizzarli, ma che sono e saranno sempre loro, come sono, e vanno amati così.

Per ora immagino figli che non ci sono, penso ai piccoli che avrebbero bisogno di aiuto e continuo insieme al Principe la nostra strada del cuore. E intanto mi coccolo il mio amico Bombolo, meraviglioso piccolo diamante.

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