Dal gennaio del 2008 abbiamo deciso di avere un figlio. Dal gennaio 2008 il ciclo mi si è prima diradato e poi sparito del tutto. Sarà una coincidenza? Non lo so, ma la sindrome dell’ovaio policistico non accenna a lasciarmi, e l’unica cosa che mi è stata consigliata è perdere peso con calma.

Non so quanto ci vorrà per tornare normale, ma da quanto mi ha detto la dottoressa del S.Anna si parla di diversi anni. Da una parte questo mi sembra giusto, ritrovare un equilibrio naturale del mio corpo invece di bombardarlo e far crescere follicoli con gli ormoni, dall’altro i miei 31 anni mi fanno pensare che qualche anno va bene ma che non potrò ripetere questa frase ancora per molto tempo.

Siamo consapevoli, e ne abbiamo parlato molte volte, che l’affido non è per noi sostitutivo della maternità e paternità. L’affido è una parte della nostra famiglia, l’abbiamo sempre incluso nei nostri progetti anche se immaginavamo che sarebbe arrivato dopo, con figli grandi che partecipassero alla decisione e fossero coinvolti.

Così ora che stiamo percorrrendo questa strada, che Ennio ha ragione è solo una strada e come tutte le strade non porta da nessuna parte ma è da fare se è quella del cuore, e questa lo è, capita che torni prepotente il desiderio di maternità.

Ieri sera aspettavo il Principe con la cena pronta. Solito allenamento di calcio. Guardavo un pezzo di Un Medico in Famiglia, serie orrenda ma comunque familiare, buona per ingannare un po’ l’attesa quando un libro diventa troppo faticoso (sto leggendo i Promessi sposi, roba da stendere un elefante alle 9 di sera…).

Ad un certo punto è nata una bambina. L’hanno chiamata come me.

Ho iniziato a piangere sdraiata sul divano, stravolta dall’emozione. Forse qualche tempo fa queste lacrime non le avrei lasciate uscire.

Il Principe è rientrato e mi ha trovata così.

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