La rete unisce. La rete oggi fa comunicare. La rete è anche una protezione, un appoggio contro la paura di cadere.

Ho cercato in rete esperienze, comunicazione, e ho trovato una miniera di umanità.

C’era un forum che sembrava spento. Sembrava come un formicaio visto dall’alto in un pomeriggio caldo d’estate. Qua e là qualche messaggio, qualcuno che provava a scrivere cose utili per gli altri, leggi, esperienze, vademecum. Poi, d’un tratto, sono uscite le formiche. Ed era un’attività continua, si sono aperti post di ogni tipo, e le varie formichine sono uscite allo scoperto.

C’era A., Mamma con la M maiuscola, con l’allegria di una tredicenne e l’esperienza dei suoi -anta, che raccontava in mille episodi vividi e veri la rinascita del suo piccolo in affido, ora calciatore provetto e ragazzino deciso. C’era E., 4 anni di affido che continua e un’adozione internazionale in attesa, allargamento della famiglia a cui il piccolo T. ha partecipato appieno. E poi D., che insieme alla moglie era ad un punto cruciale dell’affido di N., ragazza adolescente. E molti altri.

Li ho incontrato anche H., un affido anche lei da molto tempo, mille post e consigli e informazioni, instancabile animatrice di discorsi tecnici e non e consigliera di tutti.

Su suo consiglio abbiamo parlato anche con il servizio sociale che ha in cura il suo affido. Ma questa, come direbbe Lucarelli, è un’altra storia.

La rete ti raccoglie come farebbe con un trapezista che ha perso l’equilibrio. Ti raccoglie e poi ti ributta verso l’alto. Questa rete di formichine veloci, che vivono con coraggio momenti difficili, che rappresentano con il loro esempio l’esperienza difficile e istintiva, meravigliosa e faticosa dell’affido, è preziosa e salvavita, come fossimo davvero degli acrobati.

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